A distanza di pochi giorni dalla pubblicazione del suo album d’esordio, Radio Gotham, Rose Villain pubblica Lamette, brano che vede la collaborazione di un amico e pilastro del rap italiano, Salmo.
Se Donatella Rettore con la sua Lamette, in Kamikaze rock’n’roll suicide, album del 1982, dissacrante come sempre, prende in giro la pratica di tagliarsi le vene per suicidarsi, la Lamette di Rose Villain feat Salmo è lo specchio di una generazione che sempre di più è schiava dell’ansia e figlia della depressione.
A questo giro siamo di fronte a un brano in cui i due artisti raccontano che “i pensieri in testa sono delle lamette” per spiegare cosa si prova quando l’angoscia e la malattia affollano la testa di voci incontrollabili che sembrano soffocare.
Vi siete mai chiesti come sarebbe la vita senza la musica? Piuttosto difficile immaginarlo.
La musica ha uno straordinario potere evocativo, è una grande alleata, veicola i momenti di condivisione relazionale, attiva e influenza pensieri, e per tutto questo ha anche un indubbio potere curativo. Come le canzoni.
«Lamette è una traccia molto intima» dice la cantante «parla di ansia e depressione, due cose molto comuni che per qualche ragione sono motivo di vergogna per tante persone. Con Lamette vorrei che ci sentissimo tutti meno soli nella nostra sofferenza e che chiedessimo aiuto senza timore di essere giudicati».
L’assetto mentale oscuro, il continuo pessimismo e negativismo che caratterizzano una grande fetta dell’attuale popolazione, sono superabili nel momento in cui si modificano quei processi di pensiero e valutazione nocivi per giungere ad una visione più corretta di se stessi in cui amarsi e spogliarsi delle proprie debolezze è la chiave.
In Lamette Rose Villain e Salmo si lasciano andare, mettendo a nudo il mostro sotto la corazza, con la difficoltà di chi prova ad aprire l’ombrello per schivare le gocce che sono tempeste:
I pensieri in testa sono delle lamette
anche la droga non basta ma non voglio smettere
E non parlarmi della pioggia se non ti ha mai
preso a pugni la faccia
io la pioggia ce l’ho nelle vene ormai
vorrei toccarla
Ognuno di noi costruisce, involontariamente, delle trappole mentali di cui diventa prigioniero.
Sono le nostre tentate soluzioni fallimentari, quei comportamenti ripetuti, che all’inizio sembrano darci dei risultati, ma che successivamente, si rivelano inefficaci e controproducenti. Ma una trappola è una trappola solo quando non la conosci.
Quando la conosci, si tratta di un’opportunità
Prodotta da Sixpm e Zef, Lamette muove le mosse giuste, si fa portavoce di condizioni psichiche non semplici da gestire, ma lo fa per spingere ad avviare un processo di cura (inteso in termini affettivi e non medici) di quella parte sofferente, schiacciata dalla certezza di inadeguatezza e di fallimento, che ha bisogno di essere sostenuta e appoggiata prima di essere consolata dalla tristezza.
È l’urlo di una generazione che vuole essere ascoltata, accolta, senza giudizi né compromessi. È il testamento ineccepibile di chi promette ogni giorno di farcela.
Allora dammi due Lamette che mi taglio… la depre!










