A più di due anni dal grande successo multiplatino Atlantico e dopo aver trascorso l’intera estate in compagnia del singolo Ma Stasera, anch’esso certificatosi platino, Marco Mengoni anticipa l’uscita del suo nuovo album con un singolo dai sapori Gospel: Cambia un Uomo.
Cambia un Uomo è un singolo dai sapori gospel che sembra quasi voler andare a creare un ponte fra il vecchio ed il nuovo, fra il passato ed il presente. Chi conosce bene la discografia di Mengoni, sa già dove voglio andare a parare.
Che il cantante negli anni abbia dimostrato un’elasticità di genere, spaziando fra più sound con maestria, non è un segreto.
Nell ultimo album Atlantico, certificato multiplatino, Marco aveva già iniziato un’ulteriore sperimentazione di sound tutt’altro che comune, e con Cambia un Uomo, prodotta da Mace e Venerus, ne ha dato l’ulteriore conferma.
La base si regge sopra ad un tappeto dai sound tipici degli anni ’60, colorata poi con un pizzico di R&B, per dare spazio infine, al vero protagonista della melodia: il Soul Gospel.
Una delle cose che più mi ha fatto affezionare alla discografia di Marco negli anni, è stata sicuramente questa sua veridicità autoriale, ovvero, il suo saperti trasportare in mondi diversi facendoti sentire sempre a casa.
Ma in questo caso, è successo l’esatto opposto. Forse mi sono lasciata fregare dalle aspettative, ma conoscendo i lavori dei tre, sia a livello di produzione che cantautoriale, come poteva non essere così?
Occhi chiusi e cuffiette nelle orecchie, ecco come ho iniziato l’ascolto di questo brano.
Nella produzione ho riconosciuto subito i tocchi tipici di Mace e Venerus, che da abili maestri hanno lasciato la loro firma su quello che, fosse stato un quadro, avrebbe raffigurato alla perfezione ogni dettaglio appartenente a Marco.
Iniziano poi le strofe ed il quadro che prima mi sembrava perfetto inizia a storpiarsi.
Dimmi di riprovare
ma non di rinunciare
perchè di cause perse sai, sono un campione
Si paventa subito il tocco di quella che si potrebbe definire una malinconia resiliente tipica di Mengoni, sembra quasi di essere a casa, quasi.
Succede infatti qualcosa durante l’ascolto che mi disorienta, che mi fa corrucciare la fronte, come a voler mantenere una concentrazione coerente che, faticavo a tenere a tal punto che mi sono persa.
Il brano è sicuramente intenso, ma con grande dispiacere, devo ammettere di averlo trovato poco coerente in sè.
Mengoni è stato uno dei pochi autori capaci di strapparmi il cuore dal petto soltanto con le sue parole e la sua voce.
I suoi testi raccontano verità che spesso abbiamo paura d’ammettere, come quella d’esser pericolosamente fragili, come quella d’aver amato davvero, di continuare a farlo e di credere che possa esistere ancora del buono nelle persone, di non voler gettare la spugna, di non rinunciare a credere, che è una cosa meravigliosa, ma allo stesso tempo quasi utopica ai giorni d’oggi. Cambia un Uomo, mi ha lasciata confusa.
Ha la struttura architettonica d’una preghiera, le metriche sembrano nate con lo scopo di guarire, di rispondere, ma l’impressione che mi ha dato è stata tutt’altro che chiarificatrice.
E’ una preghiera si, ma una di quelle che si fanno a notte fonda quando non si riesce a dormire per colpa dei troppi punti interrogativi che navigano nella nostra testa, è una di quelle preghiere imprecate sottovoce, sotto la pelle, dove non riesci a comprendere se quello stai provando sia rabbia, rancore, frustrazione oppure soltanto tristezza.
E quindi mi chiedo, per quanto possa essere una verità assoluta, che l’uomo cambi attraverso il perdono, perché in queste righe, in queste metriche, sento una discrepanza?
Ho concluso l’ascolto con gli occhi aperti, e se dovessi dirvi quello che ho capito di questa canzone, non ci riuscirei.
Concludo dicendo che, per quanto il testo mi abbia confusa più di quanto io già non lo sia, senza ombra di dubbio le doti canore del cantante ed in particolar modo la produzione hanno dato al lavoro una firma interessante.
Diversamente dagli altri lavori del cantautore, questo è un singolo che necessita di svariati ascolti per riuscire a trovare il capo del filo che lega il testo insieme, che sia una sfida che Marco voleva lanciarci? Forse nasce proprio per questo, per stimolare il senso critico dentro di noi.
Ad ogni modo, lascio come sempre a voi le impressioni.
Il mio, è un Nì.










