Avere venticinque anni al giorno d’oggi è un qualcosa che non puoi spiegare facilmente a parole. Per la società, sarebbe l’età giusta per cominciare a costruirsi una carriera lavorativa, per cominciare ad avere consapevolezza di se stessi e, magari, comprarsi una macchina con i propri soldi. In realtà non è tutto così semplice e immediato: si tratta di un’età di transizione in cui le insicurezze e le fragilità sono ancora protagoniste. Giuse The Lizia con il suo nuovo album MDMA (pubblicato venerdì 30 ottobre) mette in musica queste tematiche che si contrastano continuamente: la pressione della società e la fragilità estrema dei giovani di oggi.
I temi di MDMA
MDMA è l’acronimo di Mica Dobbiamo Morire Adesso. Giuse The Lizia spiega che si tratta di un motto ripetuto spesso ai suoi amici per tentare di denunciare le folli aspettative della società odierna di avere tutto e subito, prediligendo un percorso lungo e lento. MDMA è probabilmente il suo lavoro più autentico e personale. E’ un disco che parla della sensazione costante di “essere in ritardo con la propria vita”; troppo indietro con il lavoro, con l’unversità, con l’amore, con la famiglia… Si tratta di un progetto in cui si mette completamente a nudo, arrivando ad elencare tutte cose che lo turbano e lo fanno stare male.
In “Vorrei essere un po’ più alto”, per esempio, Giuse The Lizia affronta il peso di non sentirsi mai abbastanza, soprattutto quando ci si guarda allo specchio. La cassa dritta scandisce alla perfezione ogni caratteristica elencata che rappresenta un’insicurezza. Giuse The Lizia parte da elementi fisici che non gli piacciono di se stesso per arrivare a parlare della difficoltà di accettarsi per come si è.
Vorrei essere un po’ più alto, un po’
più bello, un po’ più magro.
Che tu mi perdonassi per gli
errori del passato. Vorreo vedere chiaro il mio
futuro, sentirmi più a mio agio quando sono
nudo.
Un elemento fondamentale della canzone è l’ironia: Giuse The Lizia non fa un elenco ordinato e con un senso logico, ma passa da caratteristiche fisiche a frasi che riguardano il lavoro fisso e stabile, il futuro, il successo. L’artista decide di ridere di desideri che non solo accomunano tutti ma che nascondono dentro una certa disperazione.
“Los Angeles” è un altro pezzo molto interessante. Estremamente musicale e evocativo, Giuse The Lizia descrive i tempo del liceo e ammette di sentirsi ancora confuso come allora.
Facevo a botte col vento sul motorino,
per diventare grande o per sentirmi meno bambino.
E’ ancora quella la foto sul documento,
è ancora quella lì l’età che mi sento.
Giuse The Lizia, in questo brano, paragona Palermo a Los Angeles. Si tratta di una metafora estremamente potente che fa capire quanto i posti in cui siamo cresciuti riescano, spesso, a farci immaginarci altrove. Il testo è estremamente ricco di elementi della quotidianità, della scuola e di un tempo che sembra lontano. Giuse The Lizia, nel ritornello, ammette che a certe domande sul futuro riesce solo a rispondere “E io che ne so?”.
“Istruzioni” è un altro brano che descrive alla perfezione il sentimento di smarrimento dei giovani di oggi. E’ come se, in un modo o nell’altro, dovessero seguire proprio uno schema già scritto su come crescere e come affrontare l’età adulta.
Studia, lavora, comprati una macchina,
mezza caramella per ballare sotto cassa e poi
Giura, dimentica, lavati la faccia,
tratta le persone come se fossero plastica.
“Meglio del peggio”, è invece, l’unico featuring presente all’interno dell’album. Si tratta di una canzone estremamente nostalgica che si pare con un arpeggio di pianoforte molto evocativo. I temi trattati sono l’amicizia, l’autosaboggio, la crescita e gli attacchi di panico. Giuse The Lizia fonde la sua scrittura con quella di ARIETE. Insieme riescono a dare vita ad una canzone in cui ognuno riesce a ritrovarsi.
Non è per sempre
in questi giorni ci penso spesso.
Per i capelli che perdo,
con le persone non è diverso.
Ti capita mai di avere un attacco di panico,
rovinare tutto in un attimo?
Autosabotarsi? Che classico!
Il messaggio di MDMA
Giuse The Lizia, all’interno del progetto, si ritrova a mostrare insicurezze, ambizioni, amori complicati, precarietà e ricordi. Non cerca soluzioni per tentare di contrastare le proprie fragilità, ma preferisce descriverle e sperare che qualcuno possa ritrovarvisi dentro. Alla fine il messaggio che viene recepito alla fine dell’ascolto è molto semplice, ma urgente: non è necessario avere tutto costantemente sotto controllo. Non bisogna avere la fretta di decidere chi diventare: la vita non è una corsa continua, ma è un viaggio che ognuno di noi dovrebbe godersi in ogni istante. Insomma, non affrettiamoci: Mica Dobbiamo Morire Adesso!









