Rkomi torna al Fabrique per celebrare l’uscita del suo nuovo Ep “A Milano“, un omaggio al suo primo lavoro “Dasein Sollen” e alla parte più profondamente hip/hop della sua carriera. E quale modo migliore di celebrarlo se non proprio con i brani di quell’epoca? L’intera scaletta del live è composta esclusivamente da brani dei primi tre lavori in studio, (il già citato “Dasein Sollen”, “Io in terra” e “Ossigeno”) da “A Milano Ep” e in più qualche chicca.
Rkomi accoglie il pubblico del Fabrique con “Dasein Sollen”, l’omonima title track del suo primo EP, ed è già spettacolo. Molti dei brani non erano presenti nei live di Rkomi da moltissimo tempo e per il pubblico è evidente l’emozione nel sentirli di nuovo dal vivo. Soprattutto a questo livello di performance.
Rkomi rappa da dio, o almeno ci va davvero vicino
Lo stesso Rkomi non nasconde di essere migliorato tantissimo: “Ho studiato tanto, e ho preso delle belle batoste a livello compositivo” ha dichiarato in conferenza stampa. E non si può che confermare le parole dell’artista: Rkomi rappa tutto. Pure i pezzi non solo suoi.
Come quando, insieme al fidato producer Night Skinny (tra i super ospiti della serata), si esibisce sul brano “Pezzi” con tanto di strofa di Guè Pequeno, interamente cantata dal rapper di Calvairate. O come nella bellissima dedica ad Izi, che Rkomi decide di salutare rappando interamente la sua strofa in “Aeroplanini di Carta”, in uno dei momenti più impattanti dell’intera serata. E questa volta (finalmente) Rkomi rappa anche “Fuck Tomorrow”, brano cult della generazione 2016 e forse liricamente il picco del rapper.
Rkomi al Fabrique tra passato e presente
I fan della prima ora possono decisamente ritenersi soddisfatti. Nella scaletta c’è tutto: Dai brani preferiti come “Sissignore”, “Apnea”, “Mai più” e “Origami” alle gemme nascoste come la divertentissima “Farei un Figlio”, i brani sono tutto quello che Rkomi aveva promesso. E c’è pure Promessa (pun intended). Il giovane rapper di Milano accompagna Rkomi su “Da Palazzo a Palazzo”, un brano che è quasi una gara al più zarro, con una fortissima impronta gangsta e con l’attitudine gigantesca di entrambi. Tra i giovani ottimo anche Khodi che si è esibito in “A mezz’ora da Milano”, singolo di lancio dell’ultimo EP, ricevendo i complimenti di Rkomi direttamente sul palco. Ma il vero spettacolo Khodi lo ha dato dalla balconata, cantando a memoria l’intera discografia dell’artista. Da vero fan.
Tra i pesi massimi della scena ad accompagnare Rkomi nella sua prima data al Fabrique, anche Ernia. I due si rendono anche protagonisti di un simpatico siparietto, illudendo i fan di essere lì solo per cantare “Acqua calda e limone”. Ma mentre il pubblico invoca a gran voce “Madonna”, primo brano in collaborazione dei due e forse una delle vere hit da palco del nostro, i due inizialmente si fingono spaesati. Poi, procedono ad intonare “Madonna”, con il grandeschermo alle spalle degli artisti che proietta le parole chiave del brano. Insomma, niente di veramente improvvisato e solo una grande gag. Fortunatamente per loro. Anche perché l’esibizione è riuscitissima ed i due fanno saltare il pubblico del Fabrique come fuochi d’artificio
Il live è una continua sorpresa. Pure per l’artista stesso
Ma a scatenare il vero e proprio delirio nel pubblico è l’ingresso di Marracash sulle note di “Milano Bachata”. Pubblico che richiede a gran voce il brano “Business Class” contenuto all’interno della riedizione per i 10 anni di “Marracash”, ma che Rkomi non aveva programmato (questa volta davvero). L’artista si è dichiarato sorpreso da questa richiesta che è stata una delle “grandi sorprese del concerto essendo un brano di cui lui stesso non aspettava questa risonanza”.
Di negativo, solo qualche imprecisione di tempo probabilmente a causa dell’in-ear e la mancanza di Tedua, la cui presenza sembrava ormai telefonata anche grazie all’uscita del remix di “Calvairate California”, uscito proprio ieri e che ha sollevato qualche polemica. L’assenza di Tedua ha costretto Rkomi a cantare “00” e “Solletico” solo soletto. Poco male, molto probabilmente lo ritroveremo nelle prossime date.
Rkomi al Fabrique è un sogno ad occhi aperti. Sentirlo rappare di nuovo i brani che hanno segnato un’intera generazione, quella cresciuta con i rapper del 2016, è senza dubbio un regalo che i fan hanno accolto entusiasti. Un omaggio al passato con un occhio al futuro. E per fare questo è servito realizzare che, secondo le parole dell’artista stesso, “il suo passato ce lo ha dentro”.
Non chiamatela operazione nostalgia: “A Milano” si colloca perfettamente nell’immaginario ben definito all’interno dell’artista, senza risultare forzato, e i brani che lo compongono riescono a dare nuova linfa al suo percorso. Ed è il caso di dirlo: soprattutto sul palco.









