C’è un momento esatto in cui bere per spegnere la testa smette di funzionare. Succede quando l’inverno si avvicina e i ricordi tornano a farsi pesanti.
Venerdì 28 agosto i Donkeys pubblicano Strade. Il gruppo alternative punk consegna un brano ruvido, costruito su chitarre nervose e una scrittura frontale. Il testo parte da azioni banali. “Bevi per non pensarci troppo / un altro inverno, il freddo arriverà” è il verso d’apertura. Segnala la necessità imminente di mettere a tacere i pensieri sgradevoli. La band crea una tensione tangibile. Il suono sporco e senza compromessi sostiene parole di smarrimento. Il tempo trascorso continua a condizionare le scelte di oggi, trasformando la memoria in un ostacolo reale. L’abitudine di anestetizzare le paure crolla di colpo davanti all’evidenza dei fatti, costringendo chi ascolta a fare i conti con il proprio presente.
La traccia insiste sull’immagine di chi resta sommerso in mezzo al buio. Il protagonista rimane incastrato, bloccato in un’immobilità che la musica prima asseconda e poi spezza improvvisamente. L’arrangiamento accompagna fisicamente la caduta a terra. Le chitarre spingono attraverso l’inquietudine, unendo la forza cinetica del punk a una spigolosità emotiva molto marcata. A metà del minutaggio il pezzo cambia passo. L’invito a tornare su viene ripetuto in modo martellante fino a saturare lo spazio sonoro. Diventa una spinta meccanica a reagire, un ordine severo impartito a sé stessi. Bisogna riprendere il controllo della propria direzione a ogni costo.
Strade prende il nome dai bivi asfissianti che si parano davanti ogni giorno. Ci sono le vie consumate, quelle evitate per codardia, i percorsi ancora da affrontare. Guardarsi indietro si impone come una necessità logica per capire dove mettere i piedi domani mattina. Fermarsi a fare l’inventario di quello che si è perso è il primo passo per ritrovare la spinta a camminare. I Donkeys suoneranno il pezzo in anteprima al Casilino Skypark durante la serata romana Only Punk. Quel cemento farà da collaudo per un brano pensato per essere sviscerato ad alto volume, circondati da corpi che riconoscono la stessa identica paralisi. La dimensione dal vivo restituirà al testo la sua natura violenta. Il 28 agosto il singolo arriva su tutte le piattaforme digitali. La musica torna a occupare uno spazio fisico, molto prima di diventare un fatto psicologico. L’urgenza di urlare addosso ai propri fantasmi trova finalmente uno sfogo materiale. Il buio si affronta a occhi aperti.









