FRESH TALENT: Queen Of Saba

da | Set 1, 2026 | FRESH TALENT

Un viaggio musicale che intreccia educazione, empatia e attivismo, dimostrando che la musica per l'infanzia può parlare anche ai grandi. Una riflessione intima e acustica sul valore del consenso, del rispetto e della riscoperta del proprio sé bambino.

Dai ritmi dell’elettronica e l’attivismo fino a una svolta acustica pensata per dialogare con le persone più piccole, senza per questo rinunciare alla complessità dei temi o alla profondità dei messaggi. I Queen Of Saba firmano un percorso unico nella scena italiana, traducendo concetti come il consenso, l’antispecismo e la fluidità in un linguaggio accessibile e diretto. Tra ukulele, flauti, percussioni e una rinnovata ricerca sonora, il duo dimostra che parlare all’infanzia non significa sminuire i contenuti, ma offrire strumenti utili per orientarsi nel presente. Li abbiamo incontrati per farci raccontare come sono nati questi brani e come si stanno preparando alle ultime date del tour che li vedrà impegnati a settembre e ottobre a Torino, Milano, Bagnoli, Bressanone e Marghera.

Passare dalle manifestazioni e dai feat con BigMama alle canzoni per l’infanzia è un cambio importante. È un’evoluzione artistica o avete capito che per cambiare le cose conviene partire direttamente dall’asilo?

«Cominciamo subito eliminando la parola “canzoncine”, che come il suo equivalente letterario “libretti” rischia di dare l’impressione che ciò che è creato per l’infanzia venga considerato automaticamente di minor valore, o con meno serietà. D’altra parte l’Edoardo Bennato che ironizzava cantando “sono solo canzonette” è lo stesso che ha dato eterna vita musicale alla storia di Peter Pan, accompagnandoci nell’infanzia! Anche senza scomodare icone musicali gigantesche rispetto a noi, rispondiamo dicendo che sono vere entrambe le cose: ci siamo ritrovati in questo flusso creativo inaspettato un po’ per caso e un po’ per gioco, e ci siamo convinti che parlare alle persone piccole con un linguaggio a loro accessibile non solo sarebbe stato un percorso di scoperta per noi e per loro, ma avrebbe anche potuto creare un precedente, dei pretesti insomma per avvicinare la nostra generazione a quelle appena affacciatesi al mondo, come anche degli strumenti utili all3 insegnanti e genitor3 che l3 accompagnano nella crescita.»

Spiegare la fluidità o il consenso a chi ha cinque anni è un terreno delicato. Come si evita che i brani sembrino una lezione teorica ad uso e consumo dei genitori alternativi?

«Non so esattamente cosa si intenda con “genitori alternativi“, ma sicuramente siamo consapevoli che la nostra musica raggiungerà soprattutto alcune fasce privileged che possono permettersi non solo di scegliere il modello educativo più adatto per l3 loro bimb3, ma anche di portarl3 a dei concerti! Noi cerchiamo sempre di rendere i nostri spettacoli più accessibili possibile, così come le risorse che possono essere impiegate in ambito educativo: nonostante i provvedimenti come il ddl Valditara e il generale maltrattamento della scuola pubblica in Italia, ci sono già tantissim3 insegnanti ed educator3 che si occupano proprio dei temi citati qui sopra, con professionalità e cura. Tralasciando il fatto che noi non crediamo che ci siano delle età più o meno adatte per parlare di temi che per alcuni adulti sembrano tabù (se vi è mai capitato di avere a che fare con unǝ bambinǝ, saprete che fanno un sacco di domande e non si vergognano di fare domande scomode), pensiamo che sia possibile muoversi sul terreno scivoloso del trattare temi “educativi” senza concentrarsi sul punto di vista delle persone adulte e sulla loro approvazione, ma provando a scrivere davvero per le persone piccole e i loro bisogni e desideri. Non so se ci siamo riusciti, ma so che nelle scuole d’infanzia di mezza Italia la nostra “Che cos’è un limone”, che parla proprio di consenso, è molto richiesta.»

Avete messo da parte i synth e la cassa dritta per suonare ukulele e flauti. Volevate evitare di spaventare i più piccoli o dovevate dimostrare di saper fare musica anche a volume ridotto?

«Noi pensavamo che la musica elettronica li avrebbe fatti scappare, invece dovreste vederli ai nostri concerti con le cuffie antirumore che cantano tutta “CAGNE VERE” a memoria… Genitori troppo alternativi forse?

La svolta sonora è avvenuta in modo naturale, probabilmente ne sentivamo per primi la necessità dopo anni di composizione elettronica: volevamo ripulirci, riscoprire l’acustico, sentire come suona il tocco umano su uno strumento fisico, con tutte le sue imperfezioni. Forse la nostra è stata anche un’inconsapevole reazione all’espansione senza freni dell’IA nei campi artistici, chissà. Comunque Lorenzo è diplomato in percussioni e polistrumentista, quindi si è trattato solo di dare spazio a una parte di noi che già esisteva! Il flauto è suonato da Antonio Renna, un caro amico, mentre Francesco Inverno suona la batteria in “Qui la guerra non può entrar”.»

Nel disco smontate persino la rappresentazione classica della fattoria per parlare di scelta vegana. Che reazione vi aspettate da un mercato per bambini abituato solo a contenuti innocui?

«Per ora abbiamo avuto solo reazioni positive: ci sono arrivati i video di classi che hanno messo in scena la canzone interpretando i versi degli animali, messaggi di insegnanti che ci ringraziano per aver dato loro uno spunto per affrontare temi anche complessi come l’antispecismo e lo sfruttamento animale, parole commosse di attivist3 che fanno sensibilizzazione nelle scuole da anni. Al di là del messaggio, fondamentalmente, i bambini si divertono, se la spassano proprio, la sanno a memoria e non vedono l’ora di cantarla ai concerti e noi non possiamo che esserne felici. Non ci aspettiamo che i loro genitori diventino vegani, né pretendiamo di convincere le persone a cambiare abitudini, abbiamo solo cercato di raccontare una sensibilità verso il mondo animale che crediamo che non sia per niente aliena alle persone piccole, anzi! Poi è vero, il mercato racconta un’altra storia, e chi scrive pensando al mercato racconterà altre storie. Come avete scritto giustamente, un pubblico può essere abituato ad ascoltare parole e musica prive di contenuto e profondità, ma ciò non significa che non abbia il desiderio o la capacità di scoprire altri mondi e altri modi.»

Il tour vi porterà tra feste Arci, club e festival. Come adatterete uno show per l’infanzia davanti a un pubblico adulto, senza far sentire la gente a un programma musicale politico?

«Il pubblico adulto e quello bambino si sono perfettamente integrati, anche nei contesti che meno pensavamo sarebbero stati adatti. Fan della prima ora che si scatenano liberando lǝ propriǝ bambinǝ interiore, signore anziane con il girello che si entusiasmano con il pugno alzato, genitori in prima fila con bambin3 appollaiat3 sulle spalle, uomini di mezza età che comprano la maglietta con scritto “Cagna Vera”: abbiamo scoperto di essere più intersezionali di quanto pensassimo! Dopo l’ultima data del 24 ottobre a “Venezia Spacca”, festival organizzato dalla nostra etichetta indipendente, ci fermeremo per preparare un nuovo tour, più ambizioso e vario, che riesca a racchiudere l’unicità del nostro pubblico e tutte le sfumature del nostro percorso finora.»

Dite che questo album parla anche agli adulti. Alla fine è una ninna nanna per i più piccoli o un modo per consolare la vostra generazione che fa fatica a ritrovare la propria dimensione?

«Tutt’e due le cose 🙂

Però non solo la nostra generazione, ma tutte le persone che cercano la strada di casa. Amarsi e riunirsi con il sé bambino è il percorso forse più faticoso ma rigenerante e salvifico che possiamo fare, anche e soprattutto in un momento storico come questo.

E poi con “Bricioline” abbiamo voluto anche dedicare i nostri pensieri ai bambini e alle bambine palestinesi, ai loro genitori e alla brutale ingiustizia nata da decenni di occupazione e sofferenza.»

Tutte le prossime date del tour:

12 settembre – Torino – Comala

14 settembre – Milano – Lei Ballerà!

3 ottobre – Bagnoli (NA) – Verso Abbramà

10 ottobre – Bressanone (BZ) – Astra

24 ottobre – Marghera (VE) – Venezia Spacca

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