Siamo stati alla quarta data del tour estivo di Noemi, che ha fatto tappa nella suggestiva cornice del Castello Sforzesco di Vigevano. Un tour di ben 24 date, partito da Genova, che attraverserà tutta l’Italia nel corso dell’estate prima di approdare nei teatri con due appuntamenti speciali: il 14 dicembre al Teatro Arcimboldi di Milano e il 22 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Quasi due ore di spettacolo che hanno ripercorso i momenti più significativi della sua carriera, alternando i grandi successi, brani più recenti e alcuni omaggi agli artisti che hanno contribuito a formare la sua identità musicale.
Un palco essenziale
Nessuna scenografia imponente o effetti speciali, sul palco soltanto Noemi, la sua band e un allestimento molto minimal, una scelta che mette al centro la musica e la voce dell’artista.
La serata si apre con “Se t’innamori muori“, il brano presentato al Festival di Sanremo, seguito da “Luna bugiarda” e “La fine”, tratte dall’ultimo album “Nostalgia”, che danno vita a un avvio energico.
Uno dei momenti più coinvolgenti della serata arriva prima di “Briciole”, il brano che ha segnato il suo debutto musicale. Noemi ricorda la musica ascoltata fin da bambina grazie ai genitori e gli artisti che l’hanno accompagnata nella crescita, da Francesco De Gregori a Franco Battiato, fino alla svolta: l’incontro con il blues, il genere nel quale racconta di essersi finalmente riconosciuta, quello che le ha permesso di trovare una voce autentica e un’identità artistica ben definita. Non è un caso, che proprio “Briciole”, la prima canzone sentita alla radio con la sua voce, porti con sé quella forte impronta blues che ancora oggi caratterizza il suo stile.
Il pubblico accompagna il ritornello, mentre subito dopo la fine della canzone arriva una piacevole sorpresa con Noemi che intona anche il ritornello de “L’Astronauta” di Nayt, il brano che campiona proprio “Briciole”, creando un interessante dialogo tra il suo repertorio e quello della nuova scena musicale italiana.
Tra energia e momenti più intimi
La scaletta alterna continuamente mood diversi. L’energia esplode con “Piece of My Heart”, omaggio rock e blues che mette ancora una volta in evidenza la potenza vocale dell’artista
Subito dopo l’atmosfera cambia: chitarra e voce accompagnano una versione acustica de “L’amore si odia”, storico duetto con Fiorella Mannoia, seguita da “L’amore Eternit”, nata dalla collaborazione con Fedez.
Con “Makumba”, canzone realizzata insieme a Carl Brave, il pubblico si alza finalmente in piedi, mentre “Ti Amo Non Lo So Dire”, presentata a Sanremo 2022, riporta l’attenzione sulla capacità interpretativa di Noemi.
Tra le sorprese della serata spicca anche una convincente versione di “Titanium“, seguita da “Non sono io”, durante la quale l’artista raccoglie una scritta luminosa preparata dai fan nelle prime file e la mostra con un sorriso a tutto il pubblico.
Il pianoforte, gli omaggi e le canzoni che emozionano
Uno dei passaggi più belli arriva sulle note di “Centomila notti”, quando il Castello Sforzesco si illumina grazie alle torce dei telefoni.
Dopo “Bagnati dal sole”, Noemi si siede al pianoforte e dà vita a una parte più raccolta dello spettacolo. Si susseguono l’omaggio a Franco Battiato con “La cura”, un’interpretazione di “(You Make Me Feel Like) A Natural Woman” di Aretha Franklin e “Glicine”, altro importante capitolo della sua storia sanremese.
L’emozione continua con “Sono solo parole”, accolta da un lungo applauso, prima di proseguire con un evergreen di Vasco Rossi, “Albachiara”.
Proprio Vasco torna protagonista poco dopo con “Vuoto a perdere”, il brano scritto da lui insieme a Gaetano Curreri che rappresenta uno dei punti di svolta della carriera di Noemi. Prima di interpretarlo, l’artista ricorda quanto quella canzone abbia cambiato il suo percorso, diventando la dimostrazione che i sogni possono davvero trasformarsi in realtà quando vengono inseguiti con determinazione.
L’ultima parte del concerto riporta tutta l’energia sul palco con “Bianca” e “Oh Ma”, che fanno cantare e ballare il pubblico per poi arrivare al gran finale con “Tu cosa fai questa sera“, il suo ultimo singolo e alla nuova esibizione di “Se t’innamori muori”, che chiude il cerchio narrativo della serata.
La sensazione è stata quella di assistere a un live autentico, in cui ogni brano viene raccontato prima ancora che cantato. La sua voce graffiata, ma estremamente elegante, riesce a trasmettere fragilità e forza allo stesso tempo, lasciando sempre il segno.










