Si apre il Primavera Sound 2026

da | Giu 4, 2026 | #Cromosomiintour

Una giornata inaugurale che interseca alla perfezione Spagna e Regno Unito

Il Primavera Sound 2026 è qui e ora, e si apre come da tradizione con una serata inaugurale gratuita per tutti. Chi ha comprato il biglietto ha chiaramente il diritto di prelazione, ma anche per tutti gli altri c’è la possibilità di assistere ad una serata che raramente si trova gratis. L’anno scorso l’headliner era Caribou, nel 2024 i Phoenix, nel 2023 i Pet Shop Boys, oltre ad almeno altri tre show per più di cinque ore di musica. Gli organizzatori del Primavera Sound lo ripetono sempre: per loro è importante restituire qualcosa alla città che rende possibile un festival così unico, in una location così perfetta. 

La giornata inaugurale del Primavera Sound 2026

Quest’anno si parte alle 17:45 con Ouineta, padrona di casa che è diventata in pochi anni la figura di riferimento per il bubblegum pop in catalano. Il palco per lei è una tela bianca dove tutto è possibile e dove la musica è soltanto uno dei molteplici colori da utilizzare. Non a caso ha creato coreografie per diverse artiste spagnole.

L’estetica per Ouineta non è solo un dettaglio, ma una parte integrante dello show.

A seguire arrivano sul palco gli inglesi Yard Act. “The Trench Coat Museum” è il singolo del 2023 che funziona alla perfezione come punto di unione tra i loro due album: prima il post-punk, poi un rock quasi funk. Sulla scia di LCD Soundystem, Idles e Fontaines D.C., gli Yard Act cavalcano con ironia e umorismo britannico le disillusioni di una generazione.

Il pubblico si diverte e si fa trascinare, ma la differenza si nota quando è il turno di un altro idolo di casa: Guitarricadelafuente. Non sappiamo se possa esistere il termine folklore digitale, che suona più come un ossimoro che come una definizione sensata. Fatto sta che sono le due parole che vengono in mente quando si ascolta Guitarricadelafuente, soprattutto nel brano “Guantanamera”. La sua musica trasuda estate mediterranea da tutti i pori: una di quelle estati passate a casa dei nonni prima di finire la scuola elementare. Non è l’headliner, ma la sensazione è che il pubblico della giornata inaugurale sia qui quasi solo per lui.

Ci sono idoli di casa e idoli mondiali.

Forse è troppo sfacciato dire che le Wet Leg incarnano alla perfezione lo spirito originario del Primavera Sound? Può darsi, ma non sarebbero qui per due anni di fila se così non fosse. Vogliamo esagerare: la sensazione che trasmettono è la stessa di quando avete scoperto gli Strokes o gli Arctic Monkeys. Non tanto per lo stile (che è molto diverso), ma per quel senso di scoperta di qualcosa di grande, potente, brillante, che vi darà soddisfazione a lungo. Le Wet Leg hanno pubblicato fin qui due album: il primo è arrivato come un meteorite e il secondo è riuscito a superare le aspettative. Lo spettacolo inizia con “Catch These Fists” e “Wet Dream”, due brani che potevano essere tranquillamente due hit da gran finale (affidato invece a “Mangetout”). Che dire? Probabilmente la giornata inaugurale migliore degli ultimi anni, ma siamo soltanto all’inizio.

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