Oggi è un giorno importante per prima stanza a destra che aggiunge un tassello nel suo percorso artistico con l’uscita del suo nuovo EP La ragazza che suonava il piano, che ieri abbiamo avuto l’occasione e la fortuna di ascoltare in anteprima, con un’incursione a sorpresa proprio dell’artista, che ha suonato dal vivo alcuni pezzi.
É stato un ascolto molto intenso, intimo e allo stesso tempo corale. Le canzoni di prima stanza a destra si prestano ad un’esperienza immersiva, caratterizzata da un sentimento di commozione ed emozioni forti, con testi principalmente tristi e malinconici.
Molto apprezzata dai fan presenti la collaborazione con Drast, che accompagna prima stanza a destra nel brano 2 am con il suo stile inconfondibile.
Un ascolto avvenuto in una stanza buia, con un piano come protagonista e dietro uno schermo in cui venivano proiettati i visual, immagini girate a Parigi (che romanticismo!) insieme alla figura femminile che da sempre è parte del progetto e dell’immaginario di prima stanza a destra come una musa.
Con La ragazza che suonava il piano, prima stanza a destra mostra un’evoluzione chiara rispetto all’esordio. Dopo AMANDA, lavoro che aveva acceso i riflettori sul giovane produttore napoletano grazie a una scrittura fatta di frammenti e suggestioni quasi mantra, questo nuovo capitolo amplia l’orizzonte: le canzoni si aprono e trovano una forma più definita.
Le otto tracce dell’EP si muovono lungo un paesaggio sonoro delicato in cui elettronica e intimità convivono con naturalezza. Synth pop e dream pop si intrecciano con pianoforti morbidi e ritmiche pulsanti, creando atmosfere sospese. Il falsetto di prima stanza a destra, fragile e luminoso, diventa il filo conduttore di un racconto musicale permeato di malinconia.
Da ho paura del futuro, che apre il disco con una vulnerabilità disarmante, fino a infinito, passando per la tensione emotiva di tu non vuoi nessuno (prodotta insieme a Dardust) e per la dimensione notturna di 2 am con Drast, ogni traccia sembra aggiungere un tassello a questo racconto di desiderio, attesa e inquietudine.
La forza del progetto sta proprio nella sua apparente semplicità: testi diretti, scritti di getto, che riescono a trasformare emozioni intime in sensazioni universali.
Ascolta qui La ragazza che suonava il piano di prima stanza a destra:









