Quest’anno San Valentino cade il 23 Gennaio. Colonna sonora del giorno dell’amore, il nuovo album di Tutti Fenomeni, in arte Giorgio Quarzo Guarascio con il suo nuovo album Lunedì. Un disco che parla di amore, ma che non tralascia il conflitto che lo sostiene.
Tutti Fenomeni è un vero e proprio reduce di guerra nella cultura e nella musica Italiana. In brevissimo tempo ha vissuto i campi di battaglia della scena rap Italiana del 2016, dove i talenti erano così numerosi che era difficile uscire allo scoperto ed è stato poi inscatolato dal pubblico in un genere che gli è fin troppo stretto, l’Indie Pop italiano. Collaborando però con quello che è definibile il padre spirituale del genere, Niccolò Contessa. Inoltre, è stato pure co-protagonista di “Enea” di Pietro Castellitto, presentato a Cannes e acclamato dalla critica. Come i migliori giocatori, ovunque vada fa bene.
Lunedì è un nuovo Lunedì per Tutti Fenomeni
Dopo la difficile separazione da Contessa (come dichiarato dall’artista in numerose interviste) c’era bisogno di un nuovo inizio, di un cambio di direzione. e perchè no, anche di pace. Pace che ha trovato il suo apostolo in Giorgio Poi, che ha da poco pubblicato quello che ha tutti gli effetti è il suo magnum opus, Schegge. Lunedì è un disco sicuramente più sicuro dei suoi predecessori, ma non certo meno interessante.
Dove le scelte musicali risultano meno audaci e inevitabilmente più classiche, ogni brano riesce comunque a mantenere la propria forte identità nella costruzione della scaletta. Giorgio Poi riapre il bagaglio di suoni utilizzati in Schegge, riadattandoli al timbro inconfondibile di Guarascio. Tra i picchi sicuramente la parte di Sax in “Formentera” (che richiama “Vitaccia” di “Privilegio Raro”, disco precedente di Tutti Fenomeni) e l’outro battiatesca “Love is not enough”.
Lunedì è il trionfo dell’amore
“What is love” cantavano gli Haddaway nel celebre singolo del 1993. A rispondere a questa domanda, arriva Lunedì di Tutti Fenomeni. Guarascio parla di amore, proprio come un classico cantante Italiano, ma non si limita all’esperienza. La sua è un analisi acuta della realtà, dei rapporti di coppia e con noi stessi.
La intro, “La ragazza di Vittorio” ce lo dice chiaramente: Il nostro mondo è pervaso dal sesso e dall’amore. Amore che viene e che va, citando Faber (ripreso anche all’interno dell’album nel brano “Mao”). che da gusto e vita alle cose, che vive di una continua contraddizione nel prendersi e lasciarsi andare continuamente. Del quale si stava sicuramente meglio senza, certo, ma che anche se la maturità ci insegna a chiudere i rapporti, alla fine quell’amore ci faceva comunque compagnia. Perchè la solitudine è una abisso molto più profondo.
L’amore non è abbastanza, dice Tutti Fenomeni nell’outro del disco, ma è comunque il motore delle nostre vite. Una forza inspiegabile che non sembra sufficiente a spiegare le nostre scelte, le nostre passioni e il nostro percorso. Ma che inevitabilmente, lo fa e ci fa svegliare ogni Lunedì con la consapevolezza di un nuovo giorno. “Dopo la bomba nucleare, torneremo al ristorante” dice il nipote di Tutti Fenomeni in “La felicità del cane”, perchè anche il male insegna ed è proprio quello a spingerci verso l’amore.
Lunedì è un disco molto maturo, nella sua completa semplicità e fanciullezza. Dove alcuni brani possono non essere indimenticabili musicalmente parlando, a compensare ci pensa Guarascio con la sua penna carismatica e surreale. E anche questa volta, Tutti Fenomeni ha fatto centro. Dove quindi la sua ricerca per l’amore sembra continuare, di pari passo lo fa la sua personalità artistica, confezionando quello che è già sicuramente uno dei migliori dischi dell’anno. Anche se siamo solo a Lunedì.










