L’attesa è finita: Il Tre arriva a casa
Giovedì 18 dicembre 2025, il Palazzo dello Sport di Roma ha accolto il concerto de Il Tre per l’ultima tappa del “Live Tour 2025/26”. La capitale ha risposto con entusiasmo: non era un sold out, ma poco ci mancava. In ogni fila, fan di tutte le età – dai bambini agli adulti – erano pronti ad intonare ogni strofa dell’artista romano. E quando, intorno alle 21:00, Guido Luigi Senia è salito sul palco sulle note di “Noveunouno”, il viaggio è cominciato.
Alle sue spalle, una scenografia essenziale ma d’impatto: un saloon western, con cappelli da cowboy, tavoli di legno e il led “Anima Nera” al centro, accompagnato dalla sagoma di un cavallo al galoppo. Qualche accento texano torna durante lo show – nei video, outfit e nel momento acustico intorno al falò – ma a guidare il live non è un concept rigido, bensì il racconto di un’identità: quella doppia anima de Il Tre, divisa tra barre taglienti e sensibilità pop, energia pura ed introspezione sincera.
Il Tre non si risparmia: un viaggio senza pause nel mondo di Guido
Il Tre si prende la scena con carisma e trasporto: dalla prima all’ultima canzone, il suo è un dialogo continuo con il pubblico, carico di adrenalina, ma mai sopra le righe.
La scaletta è un mix equilibrato tra hit e nuove uscite: “Roma“, “Camminare sulla luna“, “Fuori è notte”, “Cani randagi“, trovano spazio accanto a brani dell’ultimo album “Anima Nera” come “Felpa XL”, “Via Marina” ed “Inchiostro blu”, ma il pubblico esplode con “Cracovia pt.4” e successivamente con “Cracovia pt.3”, quando Guido sfoggia sapientemente le sue abilità nel flow.
Il live ha un ritmo serrato ma lascia spazio anche a momenti più intimi: Guido si ferma spesso per ringraziare chi lo ha sostenuto, chi lo segue da anni, chi lo ha aiutato a “farcela”. E lo fa con naturalezza, senza artifici: condivide i suoi limiti e le sue paure, ma anche la voglia di regalare ad ogni spettatore un’esperienza autentica.
Ospiti, sorprese e momenti indimenticabili
Durante il live non mancano le sorprese: la prima avviene con Luca Dirisio, che sale sul palco per cantare con Il Tre “Calma e sangue freddo”, brano facente parte dei primi ricordi musicali di Guido. Più avanti arriva Fabrizio Moro, che duetta su “Prima di domani” e gli regala una copia firmata del suo ultimo disco, con tanto di dedica davanti al pubblico.
Poi è il turno di “Francesca”, in cui una ragazza – dal nome omonimo – viene scelta tra il pubblico per salire sul palco a cantare e a farsi dedicare il brano: un momento tenero e divertente che crea connessione reale con i fan. Poco dopo, è il turno invece dei genitori di Guido, invitati sul palco dall’artista per dedicare loro un ringraziamento pubblico per la fiducia nutrita negli anni nei suoi confronti; il momento si chiude con “Fragili”, il brano portato a Sanremo 2024 con cui ha conquistato l’attenzione del grande pubblico.
Non solo Il Tre: sul palco sale Guido con la sua autenticità
La forza del concerto non sta solo nella scaletta, ma nel modo in cui Il Tre riesce a stare sul palco senza mai sembrare distante. Pur riempiendo un palazzetto, rende ogni istante intimo, quasi fosse un live club. Non si atteggia, non costruisce muri: è Guido, ragazzo di Santa Maria delle Mole, e vuole che il suo pubblico lo senta così. Uguale a loro.
Questa autenticità è il vero collante della serata. Anche dopo la chiusura con “Paura di me”, cantata in mezzo al pubblico prima del ritorno sul palco, rimane la sensazione di aver condiviso qualcosa di vero: non solo un concerto, ma un’esperienza da ricordare, senza filtri e senza maschere, sulle note della musica de Il Tre.










