Naska ha scelto Cesena come chiusura del Freak Summer Show tour. Annunciata con appena un mese di anticipo, la data romagnola prometteva di essere un final party dalle note speciali e non ha affatto deluso i fan che fin dalle primissime ore del mattino (una ragazza, ci racconta, è lì dalle 6:30) si sono piazzati all’ingresso del Vidia Club. Fan che, tra l’altro, condividono con il resto della fila tutta la loro creatività distribuendo souvenir decisamente particolari, a cui fare appello dei momenti del bisogno:

Se durante il suo tour invernale in versione Unplugged, Naska aveva tirato fuori il suo completo più elegante e pulito, elaborando una scaletta pensata ad hoc per una versione “a teatro” dei suoi concerti, il Freak Summer Show Tour l’ha visto ritornare nelle sue vesti da vero punk. E bisogna dire che in effetti questa è anche l’identità che i suoi fan preferiscono. Perché i fan di Naska vogliono gridare, saltare, pogare soprattutto, e un rock club è la location giusta per questa musica.
Freak Summer Show: la data finale di Naska a Cesena
Dopo essere stato chiamato a gran voce, lo show comincia con “Corona Di Spine”. Sul palco insieme a Naska c’è Paolo Gnani. Insieme conducono per tutta la serata il concerto a due, Paolo alla batteria e Naska alla chitarra.
Nelle due ore di show Naska concentra tutte le canzoni preferite dai fan, facendo un’attenta selezione dei brani. Da Rebel prende 7 su 7, Non Ditelo ai Miei, Schiena Dritta, Polly e in versione a cappella anche Vaffanculo Per Sempre. Da La Mia Stanza invece A Testa in Giù, Pronto Soccorso, Mai Come gli Altri, Fuori Controllo, Fottuto Sabato. Arriva poi agli ultimi due lavori in studio. Da The Freak Show tira fuori gli ultimi pezzi squisitamente punk come “E Mi Diverto” e “Scappati Di Casa”. Ma nonostante la vena dominante di questo concerto sia sicuramente quella dura e sporca del punk di Diego che abbiamo imparato ad amare in tutte le sue imperfezioni ed evoluzioni (e sono proprio queste che rendono tutto così bello), trova spazio anche la nota malinconica. O meglio milan-conica. Dall’ultimo album Milanconia porta sul palco la canzone con cui chiude la serata, “Milano”.
Altri brani dal tono più toccante ci richiamano quasi a stringerci tra di noi nel vero spirito di una “Freak Family”, come “Non Me Lo Merito” o “Piccolo”, che Diego canta in mezzo al pubblico salendo sulle spalle di uno spettatore.

Se c’è una cosa che si poteva imparare da questo concerto era sicuramente una definizione della parola “punk”, che infatti in questo articolo si ripete così spesso non a caso. Non serve solo a descrivere le sonorità di Naska, ma anche il suo atteggiamento.
Cosa vuol dire Punk oggi? Non è tanto l’aprire poghi, ma il costruire uno spazio dove portarli avanti insieme, in tutta sicurezza. Non è fumarsi una sigaretta sul palco, ma condividere le proprie fragilità utilizzando un linguaggio comune fatto anche di toni aspri e schietti. E non vuol dire sentirsi padrone del palco, ma saperlo anche condividere con un fan salito di nascosto! Storia vera: il ragazzo che era riuscito ad atterrare accanto a Naska tramite un crowdsurfing era stato subito cacciato dalla sicurezza finché Diego non l’ha recuperato e riportato sul palco. La storia si conclude con un lieto fine: insieme si lanciano sulla folla sulle note di “Punkabbestia”.

Nonostante sia una data di saluto, tutti usciamo dal locale elettrizzati ed emozionati di aver fatto parte di questo show.
Con la serata a Cesena, Naska ha chiuso un altro ciclo, quel del Freak Show. Che cosa ci aspetterà adesso dal nostro “punkabbestia” preferito?










