Il 2025 è stato un anno ricco di scoperte e colpi di scena nel panorama musicale indipendente, per questo abbiamo scelto di parlare un po’ dei nostri preferiti dell’ultimo periodo.
Non è una selezione fatta in base ai dischi, ma un ragionamento che considera l’artista nell’insieme in termini di live, identità, originalità e talento. Siamo ormai entrati da tempo nella seconda metà dell’anno, non pochi sono stati i live, i dischi e i nomi che hanno provato a scagliare un fulmine in un panorama saturo e costellato di grandi nomi e tantissimi emergenti.
Bando alle ciance, vi lasciamo alla nostra selezione!
Faccianuvola
Il primo a cui spetta un posto d’onore è Faccianuvola, perché è quello che più ci ha stupito. A soli 23 anni Alessandro si è imposto con un disco che ha spiazzato il pubblico: un gioello di musica pop elettronica, che mischia influenze elettroniche, trap/noise ad stramberie che ricordano Franco Battiato. I suoi testi rimandano a citazioni che vanno da John Donne alla filosofa Fleur Jaeggy, da cui si ispira per il titolo del disco “Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù“. Faccianuvola, a partire dal nome, riesce a creare un immaginario sognante, ma al tempo stesso nostalgico, come i sogni dei giovani che sperano, ma che già rimpiangono la spensieratezza che il tempo sembri voler portar via.
Tamango
Sfacciati, prepotenti e buffi: i Tamango sono i principi dell’estate 2025. Di loro abbiamo parlato già tante volte, ma in questo caso inserirli era doveroso: hanno proprio tirato una rampallonata. La band ha infatti ideato per questa stagione un tour negli stadi in maniera totalmente indipendente. Uno spettacolo di teatro, ribellione, suoni, danze, cabaret, scandali e provocazioni, per un totale di tre ore di show che conferisce a dei giovani ragazzi probabilmente inconsapevoli, una credibilità tale da renderli già iconici. In punta di piedi, unendo le fore, la gang di amici torinesi ha messo su una società propria, che a quanto pare non lascia niente al caso: dal merch alle location, dai costumi ai dialoghi, dalle canzoni alle sceneggiature dei video. I Tamango sanno cosa dire e sanno come farlo.
Prima Stanza A Destra
Si è esibito per la prima volta al MiAmi 2025, ma ha già la profondità di un cantautore storico, stiamo parlando di Prima Stanza A Destra. I suoi pezzi sono un viaggio, un mantra recitato in falsetto che farebbe emozionare anche la persona più restia. Una poesia sussurrata dietro la quale prendono vita delle produzioni sperimentali personali e riconoscibili. Apprezzato dai volti più noti di questo periodo, l’artista, seppur ancora emergente, ha portato dal vivo uno spettacolo carico di personalità, meritandosi un posto tra coloro che si stanno imponendo, dimostrando un’anima artistica risuonante.
Anna Castiglia
Una cantante, una ballerina, un’attrice, una poetessa, una rivoluzionaria, una siciliana: Anna Castiglia è tantissime cose e le sa fare tutte bene. Il suo tour è stata una benedizione per il futuro della musica italiana: uno spettacolo che mette insieme cantautorato, chitarre spagnoleggianti, dialetto, tip tap e monologhi. Da emergente a colonna portate il passaggio è stato breve per Anna, probabilmente perché aveva già tutte le carte in regola per brillare. La sua penna è tagliente, e con la dolcezza di un usignolo si destreggia tra scioglilingua e metafore come se fossero il suo pane quotidiano. “Mi piace” è un album che proprio ci piace.
Golden Years
Per ultimo, ma non di certo per importanza, un produttore che quest’anno ci ha deliziati con uno dei dishi dell’anno, un “Fuori Menù” inaspettato, ma no skip. Golden Years ha scritto un disco che in mezz’ora porta sul piatto i nomi più amati e quelli più interessanti del mondo indie italiano. È un disco felice, dove Pietro frulla varie influenze: dall’r’n’b agli anni 70 italiani, al rap. Nonostante le diverse anime dei pezzi, è presente una cornice comune che rende il progetto uno dei più interessanti dell’ultimo periodo.










