Più che un disco, un codice. Non perché sia criptico, ma perché, come dice un suo pezzo, è “Una voce che dice: scava nelle viscere dentro di te”.
Questa non è una recensione indulgente, ma un gesto di gratitudine verso un artista che, a muso duro, riesce ad accomunare le vite più diverse attraverso immagini intime, viscerali, familiari.
Nella tracklist compaiono singoli già pubblicati, come “GUARDANDO LA LUNA (NAPOLI RMX) “- il remix virale di Quevedo: Bzrp Music Sessions Vol. 52 e omaggio vibrante al Napoli del terzo scudetto – o “SORRIDI E VUOI FUMARE“, che mesi fa aveva già rivelato un Clementino più introspettivo. Un lato che in GRANDE ANIMA non solo riaffiora, ma prende pienamente forma, con maggiore coraggio e consapevolezza.
Tra gli inediti, colpisce “DOLCE COME IL MIELE“, con il feat. di Settembre.
“L’ordine rivela come stanno le cose nel profondo di me”: un verso che da solo inquadra un brano carico di domande scomode, ricordi disordinati, verità cercate più che trovate.
I featuring, qui, non sono semplici presenze, ma tasselli narrativi. Lo conferma “IL CODICE DELL’ANIMA” dove le voci di Gigi D’Alessio e Totò – sì, proprio il “Cavaliere” – si intrecciano con naturalezza. La preghiera di Totò introduce l’umanità nella sua fragilità: una scelta non solo azzeccata, ma potente.
Tra i brani spicca anche “COSTA RICA“: voce, testo e sound incisivi. Fortissima, una canzone che, tra l’altro, potrebbe tranquillamente girare ovunque quest’estate.
Se invece cercate un Clementino che vi metta le spalle al muro e vi commuova, non serve aggiungere altro: “NUIE PE’ SEMP’ “è una perla capace di scuotere tanto quanto la ballad “ASPETTANDO QUESTA NOTTE“. Due canzoni diverse, ma con la stessa densità emotiva. Due promesse a se stesso, a chi lo ama, a chi ha scelto di restare.
Il timbro è sempre il suo, riconoscibile, inconfondibile. Ma il suono di GRANDE ANIMA trova un nuovo equilibrio.
Si parla di viaggi interiori, è vero un tema ormai ricorrente in molti progetti contemporanei. Ma cosa rende questo lavoro qualcosa in più? La sua autenticità mai ostentata e la presenza viva di un tocco esterno: dai Negrita a Greg Rega, da STE a Calmo, ogni ospite ha un ruolo profondo, pensato.
È un album urban, sì. Ma è anche pieno di dialetto, di rap, di pause, di serenate, di riflessioni.
È un album Clementino in tutto e per tutto. Ma forse, oggi più che mai, è anche un album necessario. Perché ci ricorda che la pacca più forte è proprio quella che ci si dà da soli, allo specchio:
“Volevi la risposta?
Allora datti una mossa, se vuoi vincere.”










