Il tempo, le febbri, la sete. Tre ingredienti di un cocktail che sa di rinascita. Anzi, di Risorgimento, come il nuovo album di Mille che vedrà la luce in autunno.
La prima sorpresa è la genesi del brano: che universo incomprensibile quello in cui Mille si ritrova a soffrire per amore.
il tempo per elaborare il dolore
le febbri per scaricare l’ emotività
la sete come motore del cuore e del corpo che desidera abbeverarsi nuovamente
dal profilo Instagram di Mille
Qualche tempo fa la descrivevamo come “una cantautrice che prescinde dal tempo, con il magnetismo di una profetessa e l’energia di una ragazzina. Sa essere sfrontata e dolce, con parole che a volte graffiano e a volte leniscono”.
Le parole scelte per Il tempo, le febbri, la sete sono una cura d’urgenza su una ferita aperta: Mille descrive in modo lucido e sincero il primo passo verso la guarigione. Quello che spesso coincide con il dolore, con il grido di chi arriva alla consapevolezza che della guarigione ha necessità.
La potenza di questo brano scritto di getto arriva attraverso le immagini che evoca, con tutto il non detto carico di emotività. Certo, la voce di Mille riuscirebbe a emozionare anche recitando la lista della spesa, ma questa canzone indubbiamente la esalta maestosamente.
Vera, cruda, graffiante, ammaliante: l’identità di Mille era già evidente da qualche anno a chi aveva imparato a conoscerla. Quando sceglie però di svestirsi e mostrarsi solo come Elisa, il suo modo puro e trasparente diventa irresistibile.
Il tempo, le febbri, la sete non è soltanto il primo passo verso l’autoguarigione, né una semplice serenata allo specchio nata nel momento più importante. Il tempo, le febbri, la sete è una canzone che può segnare una svolta nella carriera di Mille, uno scalino importante per essere riconosciuta a livello nazionale per quello che è: una diva d’altri tempi che trascende i valori musicali contemporanei, capace di riassumere in ogni brano ciò che rende immortale una cantautrice.









