Conosciamo Vergo da tempo per essere una delle voci più libere e forti nella scena queer di Milano. TAPINDERQ (FACCIO CORNA) è il brano che arriva dopo il suo primo EP “Senza Catene“. Un rientro nello scenario musicale dal sapore amaro. TAPINDERQ (FACCIO CORNA), pubblicato lo scorso 13 settembre, descrive infatti l’amarezza e la rabbia di chi combatte una battaglia impari.
Queen fino a qui
C’è chi riposa
Chi detona
Si apre il sipario sulla realtà, protagonisti non voluti, non definiti, scelte basate sull’odio e sulla censura. Incredibilmente triste eppure così tragicamente vero. Sotto gli occhi di tutti, le voci contrarie sono poche o non si sentono? Forse è il caso di dire che sono volutamente rese silenziose.
Italia mia, te lo dico perché sei amica mia
Te lo dico spiacente
Tu tapinderq, tapinderq
Vergo è da sempre pronto a manifestare il proprio pensiero. Questo brano si definisce per la preoccupazione e l’ostilità verso un futuro incerto e allo stesso tempo esprime la frustrazione di chi lotta in una società ostile.
In TAPINDERQ (FACCIO CORNA), Vergo parla all’Italia come fosse una sua cara amica, come per farle aprire gli occhi e renderla cosciente di ciò che è palesemente oscurato e oppresso.
Questo fa un vero amico: ti mette di fronte alla realtà nuda e cruda, ti accarezza e ti sostiene ma quando serve ti rimprovera per il tuo bene. Vergo si mette in prima linea per aiutare e spronare l’amico-paese che continua ad accumulare odio e censura.
Quanta voce ancora c’è rimasta
Stai con la speranza
Quello che viene da chiedersi è cosa davvero spinge gli altri a restare in silenzio o ad abbassare lo sguardo. In TAPINDERQ (FACCIO CORNA), ancora una volta la voce di Vergo è limpida, non sussurra per la paura, non si nasconde dietro un dito ma anzi fa le corna.
Forse scaramantico, sicuramente non offensivo, ma in qualche modo propiziatorio.
Baby, faccio corna
Perché qui non è più normale
Stare downtown
Zero lacrime
Fare ciao, ciao
E sorridere
Questo pezzo è una lettera all’Italia e ai protagonisti resi silenziosi. Vergo ci mette la faccia e usa la sua voce.
Noi lo seguiamo, sguardo alto e nel dubbio… facciamo corna!










