Guida galattica all’ascolto del distopico “DUMBA” di Assurditè

da | Mag 20, 2024 | Recensioni album

“In un periodo come questo mi fa paura il fatto che si parli poco di certi temi, penso sia necessaria una maggior consapevolezza di ciò che ci circonda. Attraverso la mia musica desidero portare a galla argomenti diversi dal solito, senza dimenticarmi che ogni tanto è giusto sentirsi leggeri.”

Parlare del presente è sempre difficilissimo. In certi periodi storici anche guardare al futuro diventa più spaventoso che rassicurante. Assurditè fa entrambe le cose con il progetto DUMBA, che sembra soltanto un album ma è molto di più.

L’uscita del disco è affiancata da un magazine e da un cortometraggio, il concept di Assurditè non vuole limitare la sua potenza comunicativa, con un obiettivo chiaro: prendere a martellate l’indifferenza e la passività.

Il progetto raccontato direttamente da Assurditè

Chiara, dacci due ragioni per cui dovremmo ascoltare DUMBA.

Innanzitutto perché è un album che fa pensare, che vuol fare interrogare la mia generazione su quello che ci sta accadendo intorno, con calma e chiarezza. Fermarsi e analizzare il mondo che ci circonda. Non lo facciamo spesso, ma quando succede si apre un altro mondo e si vive più attivamente.

La seconda ragione è che è un disco reale, che dice la verità. Mi sento sincera e voglio scoprire quanto la mia verità è condivisibile.

C’è una canzone dell’album di cui vai più orgogliosa?

Alcune mi rendono più orgogliosa della parte strumentale, altre più sui testi. Però potrei dirti New Delhi, dove ho sperimentato un po’ di più ed è stata una scoperta di qualcosa di molto figo. Racconta anche di cose che ho visto e vissuto personalmente quindi c’è un legame particolare con quel brano.

E una canzone invece a cui vorresti cambiare qualcosa?

Forse Spiritosa, per renderla più digeribile. Parte subito con una frase molto dura e continua con una produzione poco presente per dare più valore alle parole che dico. Questo aspetto magari la rende più faticosa da ascoltare.

Hai scritto un album immedesimandoti in una giornalista del 2124. Come valuti il giornalismo dei giorni nostri?

Bella domanda! Diventa anche un’arma a doppio taglio! Onestamente dovrei conoscere un po’ di più l’ambito, ma l’impressione è che forse si concentri un po’ troppo sui dettagli accattivanti e su quello che può attirare chi legge o ascolta. In un contesto dove ci sono migliaia di cose da dire, il focus finisce su quello che può interessare all’ascoltatore medio senza concentrarsi sugli aspetti che davvero contano.

Con DUMBA, Assurditè ridefinisce i suoi contorni

Di Corriamo senza futuro e Centri di anzianità abbiamo già parlato approfonditamente.

Ogni brano rimane fedele al filo logico cesellato da Assurditè, che sceglie un punto di vista distopico per raccontare una realtà tenuta imbrigliata da due contraddizioni estreme della sua generazione. Da un lato un’intossicazione bulimica di informazioni, input e stimoli, dall’altro un assopimento generalizzato che porta ad un’accettazione passiva degli eventi.

Si può essere accecati per il troppo buio ma anche per la troppa luce; in questo momento storico siamo accecati paradossalmente in entrambi i modi.

  • Finto cielo descrive come la corruzione costruisca un mondo fasullo, o, se preferite, la cultura politica con cui è cresciuta la Gen Z;
  • Voglio, le fragilità del genere umano raccontate da una voce cullante;
  • Spiritosa affronta a viso aperto la religione;
  • Cimici, solitudine in tempi di guerra;
  • Bella storia, amori, relazioni o che altro? “Tra un punto ed a capo c’è spazio per te”;
  • New Delhi irride l’arroganza occidentale;
  • Donnaccia potrebbe essere lo spunto per una discussione argomentata da 7 uomini.

Tra 100 anni, le probabilità che qualcuno di noi ci sia ancora sono decisamente poche; le ragioni per volerci essere rischiano di essere ancora meno. Un altro rischio concreto è che tra 100 anni, grazie a DUMBA, Assurditè sia diventata immortale.

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