“Centri di anzianità” di Assurditè: il grido politico della Gen Z

da | Mar 12, 2024 | Recensioni singoli

Gli ultimi anni, si sa, sono stati caratterizzati da una crescente insoddisfazione verso le figure politiche che muovono il nostro Paese (e non solo). Centri di anzianità di Assurditè, fuori dall’8 marzo, è la denuncia in musica della nostra insoddisfazione, ma anche dell’atteggiamento del tutto sbagliato con cui stiamo affrontando il problema.

Le elezioni presidenziali in America hanno alzato un polverone sull’età dei leader che guidano le maggiori potenze mondiali. Fra i tanti “matusalemme del potere” annoveriamo Biden (81) e Trump (77), che stanno attualmente concorrendo alla Casa Bianca, e ovviamente Putin (71). Il gap generazionale fra i leader e gli elettori è indiscusso e purtroppo pesa sempre di più sull’insoddisfazione del popolo. Basti pensare alla questione del riscaldamento globale, tanto caro a noi della Gen Z ma allo stesso tempo così trascurato da molti politici in carica. In questo contesto socio-politico si fa largo Assurditè, che dà voce un po’ a tutti noi.

L’insegnamento politico di Assurditè in Centri di Anzianità

“Ah, lancio questa protesta ma mi vedete stare zitta e immobile con la faccia di chi non sa qui la gente com’è che fa ad ascoltare le parole giovani dentro i centri di anzianità”

La protesta della Gen Z è, appunto, immobile e silenziosa. Quasi come se ci fosse una sorta di arresa generale, come se non ci fosse alcun modo per ribaltare la situazione. È vero, tutto questo sembra essere più grande di noi, ancor più se mettiamo in conto che l’età media in gran parte del mondo è destinata ad aumentare. Ma nonostante ciò, Assurditè ci ricorda che dovremmo far sentire la nostra voce. Esprimerci, parlare, addirittura urlare… Perché si sa che gli anziani spesso sono anche un po’ sordi!

“E in tv danno soltanto i missili e i presentatori sono fossili. Mi nascondo tra gli intrecci tessili, caldissimi, così morbidi, che non mi sveglio più”

Chiara ci culla con la sua voce, quasi come una mamma che ci prende per mano e ci spiega dove stiamo sbagliando. Il problema sta nel sentirsi estranei a tutto ciò che ci accade intorno, nel non sentire la responsabilità degli avvenimenti di cui sentiamo parlare al telegiornale.

“Sento odore di grigio cielo e non si vedono le stelle. No, non è colpa mia, non c’entro. Ho più scuse del mondo intero che mi volta le spalle a sfregio, senza dire mai niente, forse perché è incazzato nero, non lo so”

Centri di anzianità indubbiamente nasconde un messaggio potente che investe con forza un ascoltatore attento che, concentrandosi sul testo, riesce ad andare oltre il sound leggero e la voce angelica di Chiara. L’ossimoro fra il messaggio veicolato dal brano e la scelta di un beat poco incisivo è la chiave del successo: in questo modo è possibile concentrarsi ed apprezzare a pieno le parole -il grido, anzi- di Assurditè, che si erge a portavoce della nostra generazione.

La ciliegina sulla torta è, infine, la cover del singolo, ideata da Deforma e Ferenski. Chiara ha deciso di riprodurre la copertina di un magazine vintage che riporta diversi titoli provocatori, fra cui “NUOVI TREND: Be INdifferent be cool: nuovi occhiali per non vedere ciò che ci circonda”. Insomma, tutto di questo singolo è progettato ad hoc, niente è lasciato al caso.

Per concludere, quindi, ribadiamo anche noi il messaggio di Assurditè: nonostante questa situazione sembri più grande di noi, facciamoci sentire. Smettiamo di lamentarci con gli amici seduti al bancone dei bar sparsi in tutta Italia ed iniziamo attivamente a cercare di cambiare il futuro che ci aspetta. Nel frattempo, per darci l’ispirazione che ci serve, ascoltiamo Centri di anzianità.

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