Negramaro a Sanremo 2024: Ricominciamo tutto come punto di partenza

da | Gen 26, 2024 | #Cromosomiintour

I Negramaro ritornano come protagonisti alla 74ª edizione del Festival di Sanremo con la loro emozionante ballata rock Ricominciamo Tutto, scritta da Giuliano Sangiorgi. Dopo essersi esibiti nella categoria Nuove Proposte nel 2005 e come super ospiti nel 2018 e 2021, Giuliano, Andro, Lele, Ermanno, Danilo e Pupillo ritornano sul palco dell’Ariston.

Il brano, carico di intensità emotiva, vede il suono dei Negramaro espandersi in un climax di esplosioni sonore, con la voce di Giuliano esaltata dall’orchestra arrangiata dal Maestro Davide Rossi, pluripremiato musicista e produttore italiano con collaborazioni internazionali di spicco tra cui Coldplay, Ed Sheeran, U2, Depeche Mode e Kanye West.

Ricominciamo Tutto si presenta come un inno di speranza, una canzone liberatoria che invita al coraggio del perdono, un invito a rinascere, ogni volta, come la neve pura. Non l’abbiamo ancora ascoltata, ma già promette bene.

Impossibile non menzionare la prima volta dei Negramaro a Sanremo nel corso della conferenza stampa tenutasi negli studi di Sugar di Milano il 22 gennaio. Giuliano ci racconta di come avesse paura a sentire “Mentre Tutto Scorre” cantata da Mina, canzone che originariamente era stata destinata a lei dalla Caselli.

Dopo Sanremo, la band è pronta per un altro grande ritorno: i palchi degli stadi. La prossima estate, i Negramaro saranno in tour, un evento prodotto e organizzato da Magellano Concerti e Friends & Partners. Le tappe includono Napoli, Udine, Milano, Messina e Bari dal 15 giugno al 6 luglio.

In un lungo piano sequenza musicale che si snoda senza interruzioni fino ad oggi, i Negramaro incarnano non solo un percorso artistico unico, ma soprattutto una storia di amicizia ventennale che ha avuto inizio nei primi anni 2000 sui banchi dell’università. Questi sei artisti, scoperti e voluti da Caterina Caselli fin dagli esordi con Sugar, rappresentano una grande famiglia allargata. Hanno segnato a fuoco gli ultimi vent’anni della musica italiana con canzoni divenute ormai cult.

Dopo un ringraziamento generale ai giornalisti per i commenti più che positivi dopo il primo ascolto del brano sanremese, entriamo nel vivo delle domande.

Come avete deciso di tornare a Sanremo?

Per caso. C’è un bellissimo rapporto con Amadeus e con Fiorello, persone di cui abbiamo una grande stima che è ricambiata. Amadeus in questi anni ci ha invitati e diciamo che abbiamo avuto l’esperienza di ritorno a Sanremo già con Claudio Baglioni e poi con Amadeus stesso. In questi mesi Amadeus aveva pensato di invitarci ma questa volta in gara. Questa idea è stata bellissima perché poi noi tutti abbiamo scoperto solo dopo chi fossero tutti i colleghi in gara e sono davvero super ospiti come li definisce lui. Se nel 2005 quel Sanremo l’abbiamo perso in malo modo, in qualche modo non lo consideriamo una perdita. Abbiamo tantissimi amici e colleghi a Sanremo hanno avuto un’esperienza bellissima, come Antonio Diodato che torna dopo quell’anno terribile che è stato il 2020 che avremmo voluto festeggiare tutti insieme. A Galatina, però, abbiamo fatto una festa ad Antonio perché nessuno aveva fatto festa per la sua vittoria, una cosa così bella.

Perché avete deciso di portare proprio questa canzone?

Ad Amadeus abbiamo mandato solo “Ricominciamo tutto” che è nata un anno fa mentre ero in Abruzzo in montagna. Sembra che quella canzone possa nascere da un pensiero critico o da una crisi, invece no. Il brano nasce da un’immagine stupenda, un’immagine piccola e semplice, forse la più bella della mia vita: c’era Ilaria e mia figlia Stella, piccola. In questo momento storico scrivo direttamente con quella visione che ho avuto e che mi ha fatto stare benissimo. In realtà per noi “Ricominciamo tutto” è un atto di speranza più che una canzone di speranza. Lo facciamo perché ogni giorno ricominciamo tutto.

Riprendendo la frase di Paolo Neruda che dice: “l’importante è rinascere ogni giorno”, ogni giorno per lui si rinasce e questa è la cosa più importante al di sopra del nascere stesso. Ogni giorno si tratta di avere la possibilità di rinascere per sé stessi e nel rapporto con gli altri. La canzone per esempio è qualcosa di piccolo che poi diventa grande attraverso le persone, con la speranza che si diffonde. “Ricominciamo tutto” non è legato solo a quella visione lì, l’abbiamo tradotto anche nelle nostre emozioni: vogliamo ricominciare tutto, è un punto di partenza, ma non c’è una cosa in particolare da cui riprendere per ripartire.

Giuliano continua a spiegarci cosa rappresenta questo brano nella loro visione musicale.

Per stare bene bisogna avere la possibilità di riconoscere nell’altro ogni sfumatura, anche avulsa o allontanata, ripulita da ogni pregiudizio che ognuno di noi ha, anche quello che io stesso ho di me. Negli anni ho imparato a conoscermi tanto e non mi piaccio per niente. È un allenamento che già facciamo noi senza le prove. In sala proprio qualche giorno fa c’è stata una vera e propria esplosione di emozioni, ci siamo guardati e abbiamo pensato quasi come se stessimo facendo una cover, non so se posso descrivere questa situazione ma magari è la stessa per voi che scrivete. Penso che questa cosa succeda quando esce una frase e vi sentite bene, come i creatori di un universo parallelo. In sala prove abbiamo provato per l’ennesima volta, ci sembra qualcosa di così bello che sembra non essere nostra, come se stessimo cantando una canzone di Battisti di Lucio Dalla. E quella bellezza lì l’ho sentita nei Negramaro.

“Ricominciare tutto” in questo caso è anche Sanremo, è un ricominciare tutto senza il pregiudizio che noi stessi o i giornalisti ha avuto negli anni nei confronti del festival e oggi sembra più libero e sdoganato. C’è stato un lavoro di contemporaneità che ha portato ad avere un festival che conta tanto ormai anche in Europa. Sono i giorni di Hollywood sanremesi come se fossero i nostri Oscar. Tutta la tensione dei giovani che c’è adesso che possono usufruirne in positivo in quella settimana, è un sogno, per noi era un sogno quello che è successo.

Cosa pensate della partecipazioni dei giovani in gara?

Abbiamo lavorato vent’anni perché vincessero i sedicenni, perché un brano come “Mentre tutto scorre” vincesse. Oggi i giovani usufruiscono del percorso di band come i Subsonica, i Negramaro, i Marlene. Tutti gruppi che hanno fatto strada per poter portare la musica rock al mainstream, per portare la musica pop in un altro piano. Mi sento partecipe insieme ai Negramaro dell’attenzione sui giovani.

Abbiamo visto che siete andati a trovare Jova, come sta?

Lorenzo Jovanotti vi saluta tutti, io non sono mai andato a casa a trovarlo perché era un momento molto delicato però eravamo tutti a Milano e dopo l’operazione siamo andati. Sta benissimo e ha un’energia indescrivibile, anzi noi gli abbiamo proposto: “senti sappiamo che vuoi suonare, sappiamo che però non puoi tornare subito e devi lavorare alla perfezione. Vieni a trovarci quando vuoi e dove vuoi, se ti va”.

E dopo Sanremo?

A parte il tour, dopo “Ricominciamo tutto”, a marzo, i Negramaro torneranno in studio a Berlino per concludere il nuovo album che porteranno con orgoglio avanti “perchè chiudere il disco dopo Sanremo vuol dire farlo con la consapevolezza di quello che si sta facendo”.

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