Club Dogo è il ritorno on the track della storia del rap

da | Gen 12, 2024 | In Evidenza, Recensioni album

Ci siamo, non sembrava vero, eppure eccoci qua. I Club Dogo sono tornati, con l’omonimo disco, oggi 12 gennaio 2024. Bisogna fare una premessa: non tutti sanno realmente cosa sono stati i Dogo per il rap italiano. Pochi rapper sono considerati realmente precursori, pochi possono dire di avercela fatta dai ‘novanta ’90 fino al 2024. Ma oggi, tutti noi possiamo unirci sotto lo stesso segno: il segno dei Club Dogo. Sicuramente aprire Spotify e trovare il disco del gruppo più famoso del rap italiano è una botta di felicità. Una botta che subito prosegue, sentendo la tag di Don Joe, col rap di Jake e Guè.

Prima ancora di premere play, vediamo quali sono i featuring di Club Dogo: Marracash, Sfera Ebbasta ed Elodie.

Perfetto, ora potete premere play. Non giudichiamo le collaborazioni prima di ascoltarle. C’era una volta in Italia è la prima track, i due che si alternano al microfono sicuramente si ricordano come si fa il rap. Dieci anni di percorso artistico non si possono dimenticare, eppure l’intesa è di quelle che non ha mai avuto fine. Dopo Mafia del boom bap, con cui non si può fare a meno di muovere la testa a ritmo, arriva Nato per questo. Club Dogo più Marracash è l’equazione del rap italiano. La strofa del king del rap è la solita, superlativa. L’unico artista italiano in grado di rendere solito il magnifico è lui.

Il pacco di barre e rime prosegue con Malafede, che mostra una linea più melodica rispetto ai pezzi precedenti. Lievemente, senza esagerare. E ancora King of the Jungle, che è una manata in faccia in pieno stile club. Ovviamente, in tutto questo lo stile è rimasto inconfondibile.

Il secondo featuring di Club Dogo è Sfera, la traccia è Milly.

Attacca Jake e subito si intuisce l’atmosfera tendente alla trap, un tappeto rosso per l’ospite d’onore della traccia. Stesso discorso si fa per il ritornello e strofa di Guè. La strofa di Sfera è degna del disco in cui si è inserita, la sua è una di quelle partecipazioni in cui tutti speravamo. Non ci ha delusi. Prima dell’ultimo feat, abbiamo In Sbatti, dove primeggia la particolarità della base. La strofa di Guè, qui in particolare, è etichettabile come eccezionale. Soli a Milano è Club Dogo con Elodie, inatteso forse, gradito sicuramente. La voce della pop star ormai è indelebile, riconoscibile. La sua vocalità dolce e potente va in contrasto positivo con le voci crude e dirette dei due Dogo, rendendo la traccia illuminata.

Negli ultimi tre pezzi del disco, abbiamo solo e puri Dogo.

Tu non sei lei, Frate e Indelebili sono le ultime tre tracce di Club Dogo. Tre pezzi di puro rap, non importa l’argomento, che chiudono un disco storico. Il prodotto più atteso e richiesto dai fan del genere, un sogno che diventa realtà. Quello che probabilmente è l’ultimo lascito dei Dogo come gruppo al rap è una pura manata, un mix di strofe clamorose, produzioni riuscite, i featuring sono la ciliegina sulla torta. Il rischio di un disco del genere era quella di floppare, di deludere il pubblico. L’attesa spesso è più dolce del piacere stesso. In questo caso, possiamo tranquillamente dire che le papille gustative non sono rimaste deluse.

Ormai non è più sogno, dall’una di notte del dodici gennaio è realtà. Svegliatevi, fan del rap, perché non dovete più sperarci. I Club Dogo sono tornati, più di dieci anni dopo, per ricordare questa roba come si fa.

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