Jacopo Sol, finalista a Sanremo Giovani: la sua avventura con “Cose che non sai”

da | Dic 20, 2023 | Interviste

Ed ecco arrivato il fatidico giorno nel quale scopriremo chi saranno i 3 finalisti di Sanremo Giovani che entreranno a far parte del cast dei 30 big, partecipanti alla settantaquattresima edizione del Festival di Sanremo che si svolgerà il prossimo febbraio. Dodici giovani emergenti tra i quali si è fatto spazio Jacopo Sol.

Nome d’arte di Jacopo Porporino, sceglie di chiamarsi Jacopo Sol in ricordo del primo accordo di chitarra che lo ha portato a intraprendere un percorso nella musica sin da piccolo 

Ispirandosi a Pino Daniele, scopre il talento nel canto e per la scrittura. Sperimenta nuovi sound anche nella produzione, passando da tonalità acustiche a produzioni più particolari, caratterizzate dalla combinazione di elementi acustici ed elettronici, spaziando poi da un timbro leggero a uno graffiato.


A maggio 2022 si trasferisce a Milano dove riesce a conoscere nuove persone e a fare nuove esperienze, tra le quali quelle che lo hanno portato alla finale di Sanremo Giovani. 

Si presenta con il brano Cose che non sai, con un testo che sembra osservare un senso di riflessione profonda e desiderio di comunicare pensieri inespressi

Jacopo cerca di esprimere la lotta con le insicurezze, il rimorso e la difficoltà di comunicare apertamente ciò che sente. Anche il tempo è un tema importante perché nel testo indica un desiderio di avere più tempo per poter condividere sia i sentimenti che i pensieri. 

Ad un certo punto sembra voler affrontare anche la sfida di andare avanti, la ricerca di un senso alle cose che vive e la resistenza a lasciare il passato o le esperienze già vissute. Il tempo non deve ostacolare la comunicazione di ciò che è importante. Il giovane artista si interroga su cosa cambierebbe se avesse il coraggio di parlare con l’altra persona e dirle quello che non sa senza essere vittima delle sue insicurezze. 


Cose che non sai è un brano nato durante la sessione universitaria e l’ho scritto in un momento in cui ero molto confuso. Per me scrivere è terapeutico e questo flusso di coscienza è diventato poi il tema centrale del brano. Per la finale di Sanremo Giovani sono emozionato, ma allo stesso tempo ho molta adrenalina e durante l’esibizione non vedo l’ora di dare il meglio di me.

A poche ore dalla finale di Sanremo Giovani abbiamo telefonato a Jacopo Sol che si trova ad affrontare l’emozione di salire sul palco del Teatro del Casinó di Sanremo e abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui su questa fantastica esperienza. 

L’intervista

Come ti senti a poche ore della finale di Sanremo giovani? Vuoi condividere le tue emozioni e le  aspettative per questa serata speciale?

Dopo un percorso così lungo manca solo l’esibizione. Sono mesi che sto lavorando per questa cosa quindi ci sono tante emozioni forti. Non ho ansia, ma ho più voglia di arrivare lì, di esibirmi e di divertirmi sul palco. È un’esperienza che comunque dalle audizioni a tutto il percorso, mi ha fatto rendere conto di quanto mi piaccia salire sul palco ed esibirmi per le persone. L’obiettivo principale questa sera è divertirmi e soprattutto trasmettere quello che ho provato io scrivendo il pezzo. 

Questa sera presenterai dal vivo il tuo brano Cose che non sai su Rai Uno. Raccontaci cosa ha ispirato la scrittura durante un periodo di stress e confusione. 

Il brano è nato in un periodo molto confuso e caotico della mia vita. Ero in sessione universitaria e ho scritto il brano il giorno prima di un esame. Mi sono reso conto che stavo dando veramente tanto tempo alla musica e all’università e tra mille cose, ero così concentrato su tutto ciò che accadeva intorno a me, da perdere il focus su me stesso. Da non capire come io stessi effettivamente. Il pezzo parla proprio di questa situazione di overthinking, quindi quando sei preso da troppi pensieri, hai così tanti input da non riuscire ad esternare nessun output. Il brano è un dialogo con me stesso in cui parlo di questa cosa e quindi è come se non me ne rendessi conto, scrivendolo. Infatti sotto questo punto di vista, vedo la musica come mezzo per esprimermi. Io mi sono reso conto che se non avessi scritto determinate cose non avrei capito le emozioni che stavo provando.

Cosa cambierebbe secondo te se ognuno di noi avesse il coraggio di parlare con l’altra persona e dirle quello che non sa?

Eh, secondo me cambierebbe tutto. È una cosa che sembra scontata ma in realtà non lo è per niente. Penso che tutti abbiamo un filtro o comunque una paura di esternare tutto ciò che proviamo e lo facciamo anche con noi stessi. Molte volte nascondiamo anche a noi stessi ciò che proviamo, quindi penso che sarebbe un mondo opposto. In realtà sarebbe una cosa bellissima riuscire ad esternare tutto, però è veramente difficile e credo che ad oggi sia quasi impossibile.

Come hai vissuto il tuo trasferimento a Milano e in che modo ha influenzato la tua musica e il tuo approccio creativo?

Io inizialmente mi sono trasferito a Milano per l’università quando la musica era ancora una passione. È stata una svolta grande nella mia vita perché comunque stando a Milano, è stato un grosso spunto da tantissimi punti di vista. Penso di essere cresciuto tanto sia a livello personale ma soprattutto a livello artistico perché da una città più piccola, arrivando a Milano, vedi tante ispirazioni nuove. Credo di essere cresciuto tanto soprattutto artisticamente, anche grazie a tutto il team che ho avuto la fortuna di conoscere. Sono sempre stato entusiasta di fare cose nuove. Credo che trasferirmi sia stata la scelta giusta. 

Come hai preparato la tua esibizione per stasera?

Ci sono state tantissime prove, sono due mesi che provo il pezzo e penso di averlo provato almeno centinaia di volte. In generale, io mi preparo per cercare di capire bene il concetto che voglio trasmettere. Più che essere perfetto tecnicamente, mi piacerebbe arrivare alle persone. Entro in un certo stato mentale prima di esibirmi per capire in primis io, ma poi per farlo capire a tutti gli altri, quello che voglio trasmettere. Oltre questo, vorrei sicuramente divertirmi perché come ti ho detto prima forse il momento in cui mi sento più vivo è quando sono sul palco ed è una cosa che mi piace un sacco.

Qual è il messaggio che speri di trasmettere al pubblico?

Vorrei che tutte le persone che si sono trovate nella mia situazione, quindi caotica, in cui veramente non sai cosa fare perché ci sono troppe cose in ballo, vorrei che si prendessero un momento di riflessione, magari di chiarezza ma anche di leggerezza. Spesso ti serve tranquillità e non pensare troppo, vorrei che questo arrivasse a tutti.

La tua passione per la musica nasce fin da piccolo quando i tuoi genitori ti hanno portato alle prime lezioni di chitarra. Come è nata per te la passione per la musica?

Io da piccolo ho sempre ascoltato tanta musica, grazie anche ai miei genitori, ai miei nonni e in particolare a mia madre che mi faceva ascoltare sempre Pino Daniele. E che è ancora uno dei miei preferiti e credo sia l’ispirazione più grande dal punto di vista musicale. Poi ho avuto un parente che suonava la chitarra e lo guardavo sempre con tanta ammirazione. Mi ricordo che da piccolo, ascoltando Pino Daniele, David Bowie e alcuni chitarristi, avevo chiesto a mia madre di portarmi a lezione. Alla fine mi portò, avevo otto anni. La prima canzone era in Sol maggiore e per quello, poi, ho deciso di chiamarmi Jacopo Sol, per coronare questa esperienza.

Dopo Sanremo, a prescindere da come andrà la finale di questa sera, cosa vorresti fare, quali sono i tuoi progetti?

La vedo un po’ come un’esperienza e un punto di inizio. Sanremo Giovani è già una grande vetrina e, come ti ho detto prima, voglio divertirmi ma soprattutto arrivare alle persone e sfruttare questa occasione al meglio, per poi iniziare un percorso molto più grande. Io scrivo tanto, ho tanta musica e tante canzoni e voglio esprimere tante cose di me. In generale ho tante cose pronte e mi piacerebbe in qualsiasi caso andasse, diventare una piacevole scoperta per chiunque mi vedesse per la prima volta, con la consapevolezza che ho tante cose da buttare fuori, qualsiasi cosa succeda.

In bocca al lupo a Jacopo Sol e a tutti e 12 i finalisti di Sanremo Giovani!

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