Preceduto da FACE ed ENERGIE, il 24 novembre esce COMPRESSE, il terzo singolo D’Amore che anticipa il suo primo disco in lavorazione.
Dicembre è ormai alle porte, il freddo rigido avanza e accanto agli innumerevoli malesseri che curiamo con semplici medicinali, ce n’è un altro verso cui non abbiamo ancora sviluppato nessuna difesa, quello che Montale chiamava il “male di vivere”. Uno stato di angoscia e pesantezza che immobilizza, fa chiudere in sé stessi e rende difficile anche la più banale delle relazioni.
La solitudine è un’arma a doppio taglio: aiuta a comprendere sé stessi, ma se usata troppo può portare a non comprendere più chi ci sta accanto.
D’Amore con COMPRESSE ricorda che la finta pelle d’indifferenza che indossiamo per non lasciare più che le emozioni nostre e altrui ci tocchino, non sempre è il riparo migliore.
Quante volte, in mezzo ad un mondo che ci vuole sempre pronti, vincenti, infallibili, ci si sente fuori posto, in cattività, privati del proprio habitat naturale, allo stesso modo degli animali rinchiusi nelle gabbie. La vulnerabilità è un vezzo non consentito di questi tempi.
E credendo di essere gli unici a sentire il peso di ciò in maniera così profonda, per preservare quella piccola parte vera di noi che rimane, ci si crea la gabbia da soli, non si lascia avvicinare nessuno, credendo che nessuno possa comprendere.
Ma le emozioni sono difficili da gestire quando non vengono condivise.
Le emozioni gridano e se tenute troppo in silenzio, buttano a terra. Immobilizzano. Annebbiano gli occhi e non lasciano vedere nessuna possibilità che valga la pena tentare.
Fingi autostima ma piangi la notte
tu ancora scappi dalla verità
un altro aereo in cielo vola via
non puoi sentire il silenzio degli altri
sei come un angelo in cattività
se tieni chiusa la malinconia
COMPRESSE ricorda di condividere quel bagaglio di fragilità e ansie, crolli improvvisi e pianti immotivati, piuttosto che reprimerlo. Condividerlo con chi è sempre stato lì pronto a reggerne il peso.
La scelta di ARIETE come featuring del brano non è, infatti, immotivata. Le due interpretazioni vocali in netto contrasto, quella calda e oscura del cantautore-producer romano e quella pulita e ariosa di ARIETE, trovano armonia nella condivisione. D’Amore sceglie di spartire con lei, una sorta di sorella minore acquisita, quel posto abitato dalle emozioni più scure e profonde.
Quelle che, però, in mezzo alla superficialità e banalità del nostro tempo, permettono di connetterci realmente agli altri. Ed è proprio in questa connessione, in questa condivisione, che gli animi più oscuri possono finalmente respirare, prendere aria. Proprio come la voce di D’Amore attraverso quella di ARIETE.
Ultima riflessione sul titolo che riesce a racchiudere l’essenza del brano. Rimanda al rimedio, ma anche al male che deve curare: compresse d’emozioni per curare gli animi compressi. Quegli animi stretti che per trovare il giusto spazio, devono semplicemente farne un po’ a chi è sempre stato loro accanto.
ma le emozioni son diverse
se fossero compresse
le manderei giù con un bicchiere










