E’ settembre e anche quest’anno a molti di noi non è arrivata la famosa lettera per Hogwarts. Ma qualche gioia noi di Cromosomi ve la proponiamo sempre (o almeno ci proviamo).
Oggi, per esempio, abbiamo pensato di riportarvi la nostra chiacchierata con Piazzabologna, nuovissimo progetto musicale ricoperto da un allure di mistero niente male. Abbiamo parlato con un membro del movimento, come si definiscono loro stessi, per fare due o tre considerazioni sull’ultimo singolo di Piazzabologna, MADAME, uscito venerdì 1 settembre a mezzanotte precisa.
Un successo inaspettato anche per il collettivo, dati i 90mila ascolti in soli tre giorni dall’esordio ufficiale su ogni piattaforma di streaming musicale. Ma allora, chi sono questi famosi Piazzabologna? E come fanno a fare questi numeri? Tutto sta dietro al concept, fidatevi di noi. Non è un semplice progetto musicale, quanto più un vero e proprio ideale, un nonluogo, citando Marc Augé.
Questi ragazzi hanno un sacco di cose da dire e si stanno giustamente prendendo tutto lo spazio che si meritano per urlare con un megafono le preoccupazioni che attanagliano una generazione intera.
Ciao, tutto bene?
Tutto bene, tu?
Tutto a posto.
E’ uscito il nostro ultimo singolo venerdì, non so se l’hai sentito…
Sì, mi è piaciuto molto. L’ho trovato molto fresco, anche se c’è sempre quella spina nel fianco che fa male.
Grazie mille. A noi, a livello di testo, piace essere sempre abbastanza malinconici e far soffrire. Dobbiamo far piangere le persone, questo è il nostro obiettivo.
Come vi sentite dopo l’uscita di MADAME?
Bene. Noi con CITYCAR (Abbronzatissima) siamo andati bene, è stato un singolo che ci ha dato molte soddisfazioni, però era un esperimento, non una cosa che sentivamo molto nostra. Con MADAME siamo tornati un po’ più nel nostro mood indie. Non vedevo l’ora che uscisse questo brano, volevo far ascoltare di nuovo qualcosa che si discostasse da quel punto di vista. Non perché CITYCAR sia stato un errore, anzi, è un pezzo che ha funzionato molto, estivo, ma siamo usciti molto fuori da noi per farlo. Siamo super contenti che sia uscito. Poi M.E.R.L.O.T è un amico, ci siamo fatti mille serate a Bologna con lui, quindi è anche bello per quello. Fare musica con gli amici è sempre più divertente. Non è un feat preparato, architettato per gli ascolti, ma è nato spontaneamente. Abbiamo tantissime canzoni che abbiamo fatto e ne abbiamo semplicemente scelta una fra quelle realizzate. A livello di musica, grazie a Dio, stiamo a 90mila streaming in tre giorni, che è ottimo. Anche alle persone sta piacendo parecchio. Sono super contento.
Il featuring con M.E.R.L.O.T in che situazione è nato?
Calcola che lui è molto amico di un mio caro amico e io spesso bazzico su Bologna, perché vorrei trasferirmi lì. Quindi ci siamo sentiti più volte prima, ci facevamo i complimenti per i brani che uscivano, parlavamo di musica, poi ci siamo beccati in studio (non tanto per fare il pezzo nostro, più perché io ero a Bologna e lui pure) una prima volta. Piano piano ci siamo legati di più ed è uscita musica. Tutto molto naturale.
Come vi siete trovati a musicare un tema così personale e delicato come la fine di un amore?
Almeno per come l’ho vissuta io, lui racconta una storia, mentre io ne dico un’altra quando cantiamo le nostre parti. Le parti in comune (ritornello e special) sono molto generiche, quindi abbiamo unito le nostre due storie nelle nostre strofe, mentre per il resto del brano abbiamo cercato di creare qualcosa che comprendesse un po’ tutti. Alla fine le emozioni quando finisce un tipo di relazione sono quasi sempre le stesse in generale. Si possono raccontare. La musica è bella perché dev’essere interpretata. Questa cosa che abbiamo due strofe che parlano di due storie diverse possono dare ancora più spazio all’interpretazione forse.
La fine di un amore estivo è sempre sinonimo di tristezza e di ritorno alla routine, ma la base di Madame è molto spensierata. Come mai?
Può essere stato merito del produttore, perché in realtà era molto triste all’inizio, per come avevamo concepito il brano. Poi stavamo ascoltando musica di un certo tipo in quel periodo e ci piaceva molto questo sound un po’ più fresco. Abbiamo detto al produttore di fare una cosa del genere, anche perché i nostri repertori sono un po’ tristi. Volevamo un attimo uscirne e provare a portare freschezza. E’ interessante anche il contrasto fra un testo malinconico e un beat che dà speranza. Chiudere una relazione estiva è difficile: non si può continuare ma c’è sempre la voglia el a speranza che vada avanti. Vorremmo che si guardasse a questa come a una cosa bella da ricordare anche se finita e non come una cosa brutta e triste. Comunque è stata una bella esperienza e se è finita non è colpa di nessuno probabilmente, lo si sapeva già che si sarebbe conclusa. E’ una cosa bella ma malinconica.
In MADAME parlate di questa relazione estiva che lasciate indietro nel vostro posto del cuore. Qual è il tuo?
Il mio è Montesilvano, un posto vicino a Pescara. Ci ho fatto i primi 25 anni della mia vita ogni estate, quindi socuramente quello è il mio posto del cuore. Ognuno ne ha uno estivo, dai.
Se dovessi descrivere MADAME in tre parole, quali sarebbero e perché?
Nostalgia, falò e viaggio. Nostalgia perché comunque parlo di una cosa che mi provoca tantissima nostalgia e che spero che alla gente provochi tanta nostalgia. Il falò perché ne ho scritta una parte di una strofa davanti a un falò con la chitarra, una cosa molto chill. Viaggio perché è stata un’estate all’insegna dei viaggi, ogni giorno ero in una città diversa praticamente. Durante questi miei viaggi sono arrivato a fare questo brano.
Quest’estate avete fatto delle date live. Com’è andata?
Non volevo suonare live, ero contrario. Volevo iniziare a suonare dal vivo una volta che le cose sarebbero andate bene, quando magari avremmo avuto gente sotto al palco che avrebbe cantato le canzoni con noi. Mi piace suonare live quando ci sono fan che cantano, non quando sei l’emergente che va a suonare giusto perché ti fanno il favore. Appena mi sono reso conto che avevamo la possibilità di suonare con delle persone sotto al palco che avrebbero cantato le nostre canzoni, ho detto “bella, iniziamo“. E’ stata come una prova del nove. A me piace fare le cose difficili: abbiamo scelto di iniziare a suonare all’evento per i 20 anni dei Negramaro, dove c’erano 50mila persone sotto al palco. Se va bene lì, va tutto in discesa, no? E’ stata la nostra data X, con Ariete, Diodato, Rosa Chemical,… ci stavano tutti! Poi è andata bene ed è stato tutto piùt tranquillo, abbiamo una data ogni 3-4 giorni. Settembre lo sto riempiendo di date. Noi che siamo un progetto molto recente, nato da un anno e tre mesi, siamo passati da fare le canzoni in cameretta a fare concerti con gente che canta sotto al palco le tue canzoni in tutta Italia. Siamo contenti del percorso che stiamo facendo.
Perché Piazzabologna?
La gran parte di noi lavora o ha studiato intorno a Piazza Bologna, che è il nostro punto di riferimento. Piazzabologna nasce come movimento, ci sono diversi cantanti, produttori e musicisti. Il nostro movimento nasce perché vogliamo cercare di creare nelle persone target 20-25 anni, che magari studiano o che magari iniziano a lavorare, un progetto che li rappresenti. Viviamo in un momento storico dove queste persone hanno un’incertezza assurda nel futuro e non sanno cosa fare. Cerchiamo di dare speranza e di raccontare la loro vita nelle nostre canzoni. Piazza Bologna è una delle piazze principali dove si radunano i ragazzi universitari a Roma. Abbiamo scelto questo nome perché rappresenta anche quello a livello metaforico: vogliamo essere una zona, un punto di ritrovo per i giovani che magari si sfasciano di canne per non pensare al futuro.
Cosa ci dobbiamo aspettare adesso da Piazzabologna?
Stiamo preparando solo canzoni super tristi, quindi sicuramente dovrete recuperare dei fazzoletti, perché vi faremo piangere.










