Crepacuore, l’album di Lorenzo Fragola e Mameli

da | Mag 19, 2023 | Interviste

Due nomi di rilievo, due volti noti che hanno partecipato a dei talent, ma dopo sono diventati molto altro. Lorenzo Fragola e Mameli hanno lavorato insieme, si sono uniti nel loro nuovo joint album: Crepacuore. Il disco è stata un’avventura alla pari, un lavoro in cui non prevale un artista sull’altro. Una crasi perfetta di […]

Due nomi di rilievo, due volti noti che hanno partecipato a dei talent, ma dopo sono diventati molto altro. Lorenzo Fragola e Mameli hanno lavorato insieme, si sono uniti nel loro nuovo joint album: Crepacuore. Il disco è stata un’avventura alla pari, un lavoro in cui non prevale un artista sull’altro. Una crasi perfetta di due anime, due menti e due modi di interpretare la musica diversi.

Questo e tanto altro lo troviamo nelle loro parole, che abbiamo avuto il piacere di ascoltare nel corso di un’intervista prima dell’uscita del disco.

L: Siamo felici, siamo felici e noi l’unica cosa che ci auguriamo è che il disco possa essere giudicato. Si può dire che siamo molto convinti del lavoro che abbiamo fatto, sinceramente, nel senso che è un disco che abbiamo fatto secondo me per noi.  Adesso siamo al l’uscita dove speriamo che la gente lo possa ascoltare. Però se ti devo dire quali sono le sensazioni, posso dire che siamo veramente soddisfatti.

I due artisti ritornano insieme sulla scena, portando un progetto come Crepacuore. In questi casi la paura può essere tanta, tirare fuori pezzi di sé e condividerli ad un vasto pubblico può recare soggezione. I giudizi delle persone, della critica, spesso possono intimidire, rendere insicuri. Ma i due artisti hanno le idee chiare, sentono l’adrenalina più della paura.

M: Paura? No, ti dico sinceramente, non abbiamo paura in questo momento. Come ha detto lui, siamo veramente consci che l’abbiamo fatto per noi, per stare meglio noi. Io non mi sento neanche spaventato dai giudici, non ho neanche troppo la paura del giudizio, anzi, ho quasi voglia del giudice. 

Il principale ostacolo in un progetto del genere è ovviamente la mancanza di accordo e dialogo. Fondamentale è che i due artisti siano d’accordo nel corso della creazione dell’album, difatti proprio quest’aspetto è stato quello su cui i due artisti hanno lavorato di più nel corso di Crepacuore.

L: Alla fine è venuto fuori qualcosa che racconta me e racconta lui allo stesso modo, alla pari e non è sbilanciato. Non è stato un lavoro facile, perché ovviamente mescolare due personalità vuol dire mettere in conto che devi anche trovare un equilibrio che è molto fragile. Non è facile tenerlo per tanto tempo, però alla fine l’abbiamo fatta magicamente. Stranamente l’abbiamo fatto, ci siamo riusciti. La musica, cioè quelli che i brani che ci sono nell’album ci soddisfano entrambi al 100%, proprio senza nessun tipo di compromesso.

M: Questo è il frutto del periodo che abbiamo vissuto insieme, di questi due anni che sono stati importanti dal punto di vista umano e artistico. Il compromesso artistico è importante ovviamente, ci ha dato tanto e ci ci ha fatto imparare un sacco di cose. La verità è che quando abbiamo scritto i brani abbiamo avuto la fortuna di beccare dei momenti dove condividevamo delle cose forti che che avevamo entrambi voglia di raccontare. Questo perché senza quelle non sarebbe stato facile, ma alla fine siamo riusciti a collegarci. 

Crepacuore ha altri aspetti interessati, iniziando dalla tracklist, priva di featuring. In un lavoro estremamente personale però diventa facile comprendere il perché di questa scelta.

L: Secondo me si entra nell’ottica di fare un featuring quando è valido e porta qualcosa di diverso nel progetto. Perché? Perché porta qualcosa in più che noi non potremmo fare. Un conto è invece se entri in un’ottica di promozione…lì non me ne frega proprio nulla. Proprio nulla, cioè nel senso di dire mettiamo qui così facciamo streaming, aumentiamo gli ascolti, guarda questo proprio non non c’è, non c’è passato per la testa.

Un’iniziativa che ha preceduto l’uscita di Crepacuore è stata la serie di performance live da pubblico ristretto, che hanno dato anche agli artisti una prima infarinatura di quelle che poi sarebbero state le sensazioni sull’album una volta uscito. La musica raccoglie e unisce, ed anche per gli artisti più affermati, sentire vicino il calore e l’intimità di un pubblico ristretto può essere un’esperienza emozionante.

M: Abbiamo fatto questo, non chiamiamolo tour, chiamiamolo anteprima. Questa anteprima in giro, dove abbiamo suonato il disco in posti piccolissimi. Cioè fai tipo 100 150 persone che hanno ascoltato il disco gratuitamente, in anteprima. Magari prima non avremmo mai pensato di fare una cosa del genere. Invece abbiamo voluto fare questa esperienza e la mattina siamo andati nelle scuole, in istituti, a parlare invece delle problematiche. Poi qualcuno è venuto, qualcuno che ha parlato c’è, li abbiamo anche tirati sul palco a cantare con noi, gli abbiamo dato la forza di fare queste cose, è stato sempre bellissimo.

 

L: Questa esperienza per me è stata una bomba. Abbiamo suonato dal vivo, anche se non erano propriamente live. Poi faremo un tour capito? Però comunque è stato bellissimo, anche perché il disco non era uscito e quindi poi potevamo ricevere i primi feedback dalle persone. 

Infine, solo perché il resto lo dice il disco e l’ascolto che consigliamo, eravamo curiosi di sapere a chi volessero rivolgersi Lorenzo e Mameli nel costruire questo percorso. In un momento storico in cui le difficoltà per la cultura giovanile sono in ampio progresso, la musica diventa un appoggio fondamentale. I due artisti appartengono a questa categoria, Crepacuore diventa così una sorta di manifesto.

L: Tendenzialmente penso che sia rivolto a un pubblico di studenti fuori sede, tipo terroni a Milano (ride), oppure post università, comunque millennial, perché alla fine quello siamo noi. Ragazzi che si sono affacciati al mondo del lavoro, della vita da adulto, da poco. Perché noi siamo, ci sentiamo così, ci sentiamo come se fossimo anche universitari, secondo me, cioè quando hai un po’ di coscienza del mondo e delle tragicità del mondo. Lì secondo me, ci sono cose che dicevamo essere interessanti.

Come abbiamo già detto, il resto lo trovate su Spotify, nel nuovo disco di Lorenzo Fragola e Mameli, Crepacuore. Un’esperienza nuova, generazionale, che unisce due menti, due tipi di esperienza e di emozione, nell’unica lingua che parla proprio a tutti, l’arte, la musica. Non possiamo fare nient’altro se non augurarvi un buon ascolto.

 

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