Lovegang126: CRISTI E DIAVOLI è quel ghigno che si nasconde dietro al sorriso

da | Apr 21, 2023 | Recensioni album

Cristi e diavoli è il nuovo album della Lovegang126, il collettivo romano non smette di stupire e con questo album ci regala un sincero e crudo spaccato della vita di strada romana, ovviamente senza filtri.

Un collettivo che si fa progetto, con un tour che li aspetta da maggio a settembre nei migliori palchi italiani, qualcosa che ci aspettavamo che prima o poi sarebbe arrivato ma lo stupore non si esaurisce quando ascoltando Cristi e Diavoli capiamo subito che diventerà un classico, in tutto e per tutto uno di quei vinili che ognuno di noi terrà a casa tra Aurora de I Cani e Enemy di Noyz Narcos.

L’indie/rap romano che diventa più crudo, lasciando più spazio a se stessi, al proprio vissuto da ragazzi che spesso si sentono soli anche con accanto quella corazza fatta di birre a Piazza San Calisto che nasconde un’interiorità che ora non ha più segreti. In Cristi e diavoli tutti si raccontano, tutti hanno qualcosa di arretrato da vomitare una volta per tutte, dalle dipendenze giovanili agli amici che se ne sono andati troppo presto, passando per i sogni che da quel cassetto hai dovuto vederli bruciare e lentamente spegnersi.

Un disco che potremmo definire come “quel ghigno che si nasconde dietro al sorriso” come direbbe Stephen King.

La Lovegang126 è cresciuta, ormai è chiaro

Cristi e Diavoli ha 18 brani e 11 featuring che spaziano da Gemitaiz ai Tiromancino. L’album ha al suo interno brani già editi come Marciapiedi con appunto Gemitaiz oppure Mani Sporche con Gianni Bismark, brani che erano solo il preludio di un progetto destinato a durare scalando le classifiche.

Il tutto si apre con il brano che da il titolo all’album, Cristi e Diavoli che sembra essere una specie di ritorno al passato lasciando i piedi nel presente, ricordando quelle sere in piazza con chi è rimasto, accorgendosi del tempo che ci ha travolti: i discorsi che cambiano e i pochi rimasti ad ascoltarci.

Sintonia con Gemello ha l’aria di essere già una hit, con un beat che accarezza le barre di Franco126 e i pensieri di Gemello. Un pezzo che ci culla allontanandoci dalle spine, il primo che ci fa capire la direzione introspettiva che vuole prendere l’album.

Dovrei farmi da parte Prendere ed andarmene Mi tiro su il colletto perché ho sempre freddo Fuori il mondo sta finendo in un momento

Morto in Foce è il diario di Ugo Borghetti, le pagine di una vita violenta vomitate nero su bianco, il frutto di una necessità espressiva senza filtri, più vera del vero. Un pezzo che probabilmente non passerà nelle radio ma che sicuramente passerà attraverso di noi. Una lama nel petto che ci trapassa da parte a parte.

Confini con i Tiromancino è quello che non ti aspetti, due generazioni che si incontrano, il pop che quasi sporca le barre di Franco126, Nino Brown e Ketama126, un ritornello costruito e incastonato perfettamente nel brano, quasi come se fosse un dialogo padre figlio.

Forse sono io che ho un problema di fondo Non sparisce più la luce del tuo ricordo Passerà, l’oscurità

Giorni Migliori con Mystic One è il capolavoro della penna di Franco126, e forse il brano più bello dell’album dove Franchino si lascia andare sul beat, come se le parole gli uscissero da sole, come un flusso di incontrollabile verità e malinconia, pensando a quello che era e quello che volevamo che fosse, guardando con occhi vitrei quello che è.

E dicevamo il mondo è nostro Ma contro ogni pronostico Siamo diventati chi volevano che fossimo

Cristi e Diavoli si chiude con Tinta Unita feat. Danno, un pezzo che sembra essere la comunione della nuova scuola di rap romano con una delle colonne portanti dei Colle Der Fomento, storico collettivo romano che ha fatto la storia degli anni ’90 e continua a fare scuola.

Una celebrazione che sa di lasciapassare, di passaggio del testimone da una mano all’altra, senza mai dimenticare le rughe che ci hanno imparato a vivere.

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