SANTATERESA sorprendono tutti e, a meno di un mese dall’uscita di Cartoni, tornano con Tatum, uno dei singoli più introspettivi della band, distribuito da Artist First e fuori da venerdì 14 aprile.
Le prime note di Tatum dei SANTATERESA sembrano richiamare la vecchia Chicchi di riso di Frah Quintale e Franco126 forse perché in entrambe gli autori bramano di quelle occasioni mancate, dove i dubbi si fondono alle certezze e tutto diventa groviglio di intenti.
C’è modo di scoprire, procedendo all’ascolto, quanto suono emotivo c’è in parole che scivolano senza fretta per dare spazio a quella parte più intima dei SANTATERESA, che cullano, coltivano e presentano solo per le occasioni speciali. Tatum è infatti l’ago della bilancia tra il detto e il non detto, tra il compiuto e il desiderio, la bolla atemporale in cui sono racchiuse tutte le vulnerabilità degli stati d’animo, le incomprensioni e i rimpianti.
È proprio la copertina del singolo a sottolineare quella sospensione, alla Match Point, che è padrona di ogni momento, perché come in una partita di tennis, fortuna e volontà muovono i fili della vita.
La foto dall’aria retrò e dallo stile vintage di colori analogici, raffigura il momento in cui il tempo si è fermato su un campo da basket di periferia, un pallone che si frena in aria, delle mani che provano a stopparlo o magari stanno cercando di far canestro.
Sospensione ed incertezza, Tatum è questo.
Ma è più accettabile il rimorso per aver fatto qualcosa o il rimpianto di non averci provato? Forse prendere e lasciare, capire e credere sono due facce della stessa medaglia, e il rammarico di non aver provato è un po’ la Nemesi di tutti.
A volte si è lenti nelle reazioni, i treni partono e le parole si perdono:
avrei voluto darti un bacio sotto al vischio
ma poi ho preferito non correre il rischio
Di fatto, nonostante il crollo comunicativo degli ultimi anni, il rischio, nella sua forma più pura, continua ad essere sconosciuto. O meglio, il grande nemico da combattere nel tentativo di controllarlo. Non c’è condotta umana che possa annullarlo, per cui va bene utilizzare a nostro vantaggio quel tanto di buono che c’è nell’azzardo. Il paracadutista che si lancia nel vuoto rischia molto, il ragazzo che guida nella notte a fari spenti altrettanto. Tutti e due cercano il brivido ma a fare la differenza è l’approccio.
Lasciami la mano
che io vado a fare un giro lontano
tu mi hai detto poche cose e a quelle poche che hai detto
non ci ho creduto lo stesso
è vero, a volte ci piacciono le cose di pochi, ma non lasciamo che le cose di tutti ci spaventino.
Tatum è un brano in cui i suoni distorti delle emozioni lottano con i silenzi e i vorrei, una raccolta di istantanee del desiderio d’amore, leggero e fragile come una brezza marina. Tatum ha tutta l’amarezza di un bacio vissuto ma non dato.
Allora diamoli certi baci, dedichiamole le canzoni che ci piacciono su Spotify e scriviamole quelle lettere fino a perderci tra l’idea e un concetto. Perché è bello stare sospesi, ma anche scendere giù non è poi così male.










