Gazebo Penguins: prendetevi “mezzo secondo” per ascoltare “Cpr14”

da | Nov 29, 2022 | Recensioni singoli

I Gazebo Penguins, uno dei migliori gruppi post-punk in circolazione, ci riconquistano con l’uscita del loro nuovo singolo Cpr14.

Ci vuole mezzo secondo per amare questi 3 minuti e 43 secondi: la batteria di apertura subito ti sbatte sul cuore, come un martello che non vuoi far smettere.

Con Cpr14 ti si innesca un meccanismo compulsivo all’interno del cervello a causa del quale non puoi fare a meno di cliccare “play” e riascoltare questa canzone in continuazione. Inoltre, fuoriesce sin dal primo attacco l’impossibilità di evitare di far muovere gli arti, di placare la voglia di saltare, correre e, perché no, anche urlare.

Cpr14 è una liberazione, è come una voce che ti dice che non puoi fermare il tempo ma puoi prenderti, se vuoi, del tempo per fare tutto ciò che non riesci mai a fare.

Puoi avere il diritto a quel “mezzo secondo” in cui ti stacchi, ti distacchi, vai altrove, dove niente esiste al di fuori di te stesso e delle tue emozioni.

Se è vero che il tempo man mano rallenta
In base a quanto la gravità aumenta
Potremmo trovarci, la sera a scavare
Un tunnel al centro della terra e aspettare
Di guadagnare qualche istante in più

Il tempo è un elemento centrale nel brano ma quello di cui si parla in questo singolo non è relativo, bensì è un qualcosa che scorre veloce. Sappiamo che fermalo è impossibile ma nonostante questo ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha desiderato che potesse rallentare. C’è mai stato un momento che avreste voluto far durare un istante in più?

Contare i giorni, sai, non credo sia servito a niente
Vorrei soltanto avere un’ora intera immobile
Un modo per staccare il passato dal presente

Dalla prima sveglia che suona la mattina sino all’ultima che impostiamo prima di andare a dormire abbiamo a che fare con gli orari, i numeri, quei secondi che formano le nostre giornate, che definiscono inconsciamente ciò a cui pensiamo sempre. Passiamo così tanto tempo a pensare al tempo da dimenticarci di sentirlo e di farlo nostro: eccolo allora il “calore” del quale i Gazebo Penguins parlano.

Ma se non esistesse la mortalità, se non ci fosse questo “senso dello scorrere”, che valore avrebbe allora quel momento indimenticabile impresso nella nostra mente e che non tornerà più?

Di freddo si muore
Ma il tempo produce calore

E sopratutto, quanto sarebbe terrificante se, per un attimo, il ciclo della nostra vita dipendesse da altro?

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