Emma Nolde chiude il suo tour estivo con un doppio sold out alla Santeria Toscana 31 e dimostra, ancora una volta, che il suo posto naturale è sul palco.
Ci sono concerti che si ascoltano e concerti che si vivono. Quello di Emma Nolde alla Santeria Toscana 31 appartiene decisamente alla seconda categoria.
A Milano ieri sera è stato un live particolare: un pubblico emozionato, eterogeneo, trasversale, difficile da racchiudere in una fascia d’età o in un’identità precisa. Persone diverse, accomunate però da una cosa molto semplice: una grande familiarità con Emma, con le sue canzoni e soprattutto con il suo modo di stare sul palco, che si guarda con ammirazione.
Emma Nolde arriva e prende quello spazio con una naturalezza impressionante. Non ha bisogno di costruirsi addosso un personaggio, perché il personaggio non c’è: c’è una performer che sembra vivere ogni canzone fisicamente, lasciandosi attraversare dalla musica. È energica, a tratti quasi incontenibile, ma riesce nello stesso momento a essere fragile, intima, delicata.
Il concerto è tosto. Non è un concerto leggero, di quelli che si possono lasciare scorrere in sottofondo mentre si pensa ad altro. Chiede presenza.
Uno degli aspetti più belli della serata è proprio il rapporto che si crea tra Emma e la sala. Lei sembra avere un’empatia quasi istintiva con chi ha davanti. Non è soltanto una questione di saper intrattenere: è la capacità di percepire quello che sta succedendo dall’altra parte del palco e di restituirlo trasformato in musica.
La risposta della Santeria è fortissima. Cori, movimento, urla, affetto. Un affetto quasi fisico nei confronti di Emma, che a sua volta sembra divertirsi, commuoversi e caricarsi di quell’energia (a fine concerto fa fatica ad andarsene).
Tra i momenti più emozionanti della serata c’è sicuramente l’arrivo sul palco di Niccolò Fabi. L’accoglienza del pubblico è enorme e i due si ritrovano insieme per due brani: “Una somma di piccole” cose e “Punto di vista”. Un incontro che ha anche un significato particolare per Emma.
Durante il concerto racconta infatti che, quando ha iniziato a scrivere e fare musica, aveva sempre immaginato di farlo in inglese. Poi è arrivato l’ascolto di un album di Fabi e qualcosa è cambiato: ha capito che era possibile scrivere in italiano in quel modo, e voleva farlo così anche lei.
Vederli insieme sul palco restituisce quindi qualcosa che va oltre il semplice featuring. C’è un passaggio di testimone, almeno simbolico, tra chi ha contribuito a mostrare una possibilità e chi quella possibilità l’ha poi trasformata in una lingua propria.
E per qualche minuto in Santeria si ferma tutto, rimane solo una delicatezza sospesa che vaga tra le voce di due questi artisti che sembrano essere un mondo a parte.
Il concerto di Emma Nolde a è un live intenso, fisico, a tratti quasi feroce, ma anche profondamente umano.
Emma è fortissima. Ha un carisma che non sembra costruito e un’empatia che arriva prima ancora delle parole. Sa essere rock senza perdere la delicatezza, cantautrice senza rinunciare al corpo, intensa senza diventare distante.
Emma Nolde è uno dei nomi più interessanti del panorama italiano attuale, una possibile partecipante del Festival di Sanremo 2027?









