“Non lo dire a nessuno” di Gazzelle è la ballad che rende novembre più novembre

da | Nov 18, 2022 | Recensioni singoli

Dopo l’annuncio dell’unica data del prossimo anno allo stadio Olimpico della sua Roma, inaspettatamente torna Gazzelle con un nuovo singolo, Non lo dire a nessuno (Maciste Dischi/Artist First), una ballad che maleducatamente strattona l’anima degli ascoltatori.

Non lo dire a nessuno è quella voce che ti ricorda di difendere la felicità da tutto e tutti.

Afferma Gazzelle:

“Mi sono bevuto così tante bugie negli ultimi anni che sono sbronzo di me, e non passa con l’aspirina né prendendo a destri il muro. Forse esiste solo una cura per tutto questo mal di testa, ed è trovare piccoli momenti di felicità qua e là, condivisi, protetti, messi al riparo dai temporali che la gente si porta dentro. Per questo e per altri mille motivi, quando sei felice davvero tienilo per te, non lo ostentare, non lo dire a nessuno”

Gazzelle non è più un ragazzino, ora ne è consapevole. Si percepisce un’esigenza differente rispetto agli esordi. Non si tratta più del ragazzo romano che scrive testi nella sua cameretta per coetanei. Oggi si riconosce un Gazzelle capace di dare consigli agli ascoltatori più giovani, un fratello maggiore che racconta i frutti della sua esperienza.

La difesa a spada tratta della felicità, auto riconoscersi come porto sicuro della propria felicità, non delegando nessuno alla conservazione di essa. Si resta delusi, sempre. In epoca vittoriana, Charlotte Brontë sosteneva che se la felicità non è condivisa, difficilmente può essere detta tale. Duecento anni dopo ci sentiamo di dare retta a Gazzelle

Non lo dire a nessuno
quando sei felice e ti gira la testa
Che non importa a nessuno
Se tutto va bene e ti senti leggero

Che non ti prende nessuno
se cadi a 200 chilometri a terra
Dal tuo pezzo di cielo
Né il tuo amico più vero
Né le foglie di un albero che sfiorano tutto

Gazzelle ha la capacità di affondare gli altri in uno stato catatonico, come se tutti vivessimo lo stesso dramma, anche dopo aver riconosciuto di esserne usciti. Per carità, personalmente tendo a galleggiare, mai a nuotare, quella situazione dove rischi di ricadere giù da un momento all’altro.

Un bagno di malinconia in uno dei novembre più caldi di sempre.

Io mi sono bevuto tutto,
comprese tutte le mie bugie,
tre litri e mezzo di malinconie,
la spazzatura delle tue follie

Ormai ho la fobia dell’acqua, del mare, di qualcosa che potrebbe inghiottirmi senza chiedere permesso. Le bugie, le cose omesse, il ghosting selvaggio, le risposte in differita di ore quando conosci i tempi degli altri e l’utilizzo dello smartphone, tutto questo lo bevo misto al gin tonic. Il risultato è un mal di testa perenne. Come se ne esce?

Cercando una felicità alternativa che non dipenda da nessuno, solo nostra, e difenderla chiudendoci a riccio, come se fossimo dei soldati romani chiusi a testuggine, ogni soldato è uno dei nostri organi interni, noi siamo la testuggine, un corpo unico che si difende dagli attacchi esterni.

Forse è arrivato il momento di diffidare dagli altri, forse è arrivato il momento di renderci conto che gli altri siano solo sordi e incapaci di sentire il rumore dei nostri tonfi.

Non lo dire a nessuno è la cura Ludovico di kubrickiana memoria riadattata ai giorni nostri. Un monito per i giovani per salvaguardare la felicità o la ricerca di essa.

Quando siete felici fateci caso, poi allontanatevi, godete, poi ritornate dagli altri, in questo teatro dell’assurdo che in molti chiamiamo vita, poi mettete le cuffie e riascoltate Non lo dire a nessuno di Gazzelle.

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