Villa Tatum è l’afterparty soprasensibile a cui non dovresti mancare

da | Nov 1, 2022 | Recensioni album

Villa Tatum è il primo album in italiano di Tatum Rush, uscito venerdì 28 ottobre per Undamento. Un disco dall’estetica e dal sound ricercati, un viaggio metafisico oltre lo scibile umano della musica.

Conduttore dell’esperienza che Villa Tatum offre è Tatum Rush, artista poliedrico di origini italo-svizzero americane, grande Gatsby dei laghi Svizzeri, affiancato alla produzione da Ceri. Nato a San Diego, in California, per poi trasferirsi a Ginevra dove ha conseguito una laurea in performance art, Giordano Rush è un cosmopolita dell’arte tutta.

Dalla scrittura alla produzione di brani, dalla video arte e figurazioni all’opera. Dionisiaco ma anche salutista, trascendentale e sessuale, Tatum Rush è il nuovo Venerus, ma più ironico e manifesto.

Villa Tatum è un viaggio emozionale ed emozionante, uno di quelli che si fanno a fine serata quando la festa è finita ma tutti urlano un altro po’ di DJ set. Allora si cambia location e in quella villa ci si entra solo se sei amico di amico di amici, ogni stanza ha un suo mondo e ogni cassa ha un suo genere; tutto è concesso a Villa Tatum, niente è proibito, niente è negato, tutto è carne e suono.

Dodici tracce – di cui una in feat con Frah Quintale e altre in collaborazione creativa con gli artisti Jacopo Planet e Lulu – che esplorano immaginari e sound variegati, utilizzando sonorità pop fresche e contemporanee che all’occasione si tingono di r’n’b, di disco, di trap, di techno, di groove futuristici.

L’intento di aprire lo sguardo verso mille orizzonti differenti, quello di Villa Tatum, in cui le storie, i personaggi e le atmosfere decantate sono tante, e popolano un pianeta artistico che riflette l’anima del suo visionario creatore, capace di salpare verso universi paralleli e sonorità in apparenza distanti, ma che in quest’album convivono in modo credibile e originale, forgiando uno stile unico e fresco, chic e inconfondibile. 

Tutto è sopra il mondo tangibile, e al centro, perfettamente in bilico, l’uomo che si fonde con il caos.

Una musica caleidoscopica, in cui sonorità raffinate e mai scontate sposano testi arguti, immaginifici e divertenti, ricchi di accostamenti e citazioni inaspettate. Testi che non si prendono mai troppo sul serio ma restano incastrati nell’orecchio e sono capaci di trasportare in mondi, epoche e suggestioni diverse ma tutte estremamente reali, come se si stessero svolgendo proprio davanti agli occhi di chi le ascolta, che le osserva e le vive a occhi chiusi, sorseggiando il suo cocktail preferito. 

L’esperienza ha inizio e partiamo con le note di un ritornello disperato, quello di Bene Bene, che ha tutto il sapore di una ballad malinconica che ci ricorda che sì, era bello bere del vino nei parchi insieme, annaffiarti le piante di quell’appartamento a New York, ma era bella anche la vita vera.

Ci trasferiamo in spiaggia al tramonto per sorseggiare sangria con il sound seducente di Valentina, una musa portatrice di femminilità molteplici e di fortuna, un’idea multiforme di donna eternamente misteriosa e chiaroveggente.

Valentina bacia questa mano, so che porterà fortuna
Fortuna
Perché se la mattina ha l’oro in bocca tu hai la bocca più opportuna
Opportuna

L’intento della canzone, dice l’artista, è quello di costruire un immaginario spensierato e leggero, fresco e seducente, attraverso un sound che si muove su raffinati ritmi latini in cui chitarre acustiche a cento all’ora incontrano sintetizzatori analogici, facendo schiantare tra loro sonorità Maracaibo e una sorta di rivisitazione in chiave Bollywood di Bob Sinclair, creando una commistione sonora originale.

Proseguiamo con Sparring Partner poi incrociare svariati personaggi della cultura contemporanea, da George Clooney a la citazione di Uccellini e ucellacci di Pasolini, da Micheal Jackson a Frank Sinatra; un cocktail party da 10 ma con un colpo andiamo KO:

Baby, sei tu la mia sparring partner
Siamo Frank Sinatra e Ava Gardner
Sogni ad occhi aperti nel solarium
Io mi bevo uno Chardonnay nel garden

Usi e costumi
Come sai imitare Carla Bruni
Ho riguardato già un terzo film di Werner Herzog
Mentre ti fai bionda

Nella traccia con Frah Quintale risuona una certa femminilità imperiale e pittorica con sonorità da disco sulla pista, Big Mama sulle note di una trap quasi tribale sa il fatto suo e anche Francesco Servidei; la stessa Gipsy Queen si muove su un mid-tempo esotico e super groovy, che esplode in un ritornello loopabile all’infinito, uno di quei pezzi che non vorresti mai smettere di ascoltare; struggersi con Jacopo Planet cercando Lulu, oggetto musicale non identificabile, quasi metafisico, e sempre in sua compagnia viaggiare tra la Parigi mondana, uno chalet di montagna e un duty free di Dubai sulle note di Bonjour.

Dal vivere una notte che vale per mille, a ritmo di disco music, tra le vie del porto in Dalla ad aggirarsi tra i salotti decadenti di una New York tra l’ 83 e l’86 con il sound pulsante e cristallino, con echi alla Jai Paul, di Ringflash, per poi decollare dalla fabbrica SpaceX di Elon Musk, girare sull’atlante, guidare senza freni: destinazione Luna Nera,

Sembra quasi che quei cartelloni in autostrada suggeriscano
Di sgasare al massimo
Ma se non rallento, qua è un attimo finire
In un oceano o nel Mar Baltico

Cantare a squarciagola caricandosi di energia positiva sulle note di Too Late, inno alla vita e all’amore per chi non molla mai, per poi immergersi sotto il mare arrivando in un club sotterraneo a bordo di Hydra

Villa Tatum è un invito alla liberazione, un monito alla trasgressione, un flusso di coscienze e anime, dodici stanze dove tutto è fluido e niente s’identifica con niente.

L’ universo creativo di Tatum Rush sarà presto esplorabile anche attraverso villatatum.com, un contenitore virtuale dove scoprire l’arte di Tatum, contenuto dopo contenuto, canzone dopo canzone, necessario per liberare l’estro creativo e riempirlo di stanze di musica, videoclip, collezioni esclusive di NFT e tanto altro.

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