Iconica, sensuale e pazzesca. Quando canta ammalia come una sirena la sua platea, ed ascoltare la sua voce vi farà pensare: è reale? Ebbene si, Mara Sattei è reale.
E prima di essere bella, come molti tentano di definirla, è brava. Mara Sattei è anche una di quelle artiste che hanno un voce unica, “uguale a quella di Spotify“, incredibile ma vero.
In più, se l’esibizione è nella sua città natale, l’eterna Roma, il tutto risulterà terribilmente dolce e nostalgico per lei. A Largo Venue il 6 ottobre, con la giusta mezz’ora di attesa per fare scaldare i fans, Mara arriva. Bella come nelle copertine, ma brava più dell’immaginario comune. Forte. Di una forza assoluta, nella sua fragilità, che riesce a tener testa all’emozione e al pubblico di casa.
Non per altro in platea ci sono mamma, nonna, e amici d’infanzia. L’emozione e forte e non si vergogna a farla vedere. In una città che è casa e che l’ha vista nascere, crescere e fare i suoi primi acuti. Uguali nelle cuffie così in live. Mara è davvero una “bambina” prodigio. Lasciandoci a bocca aperta un pezzo dopo l’altro.
Canta in una bolla, come se fosse nella sua cameretta, permettendoci di entrare in punta di piedi nella sua sfera personale. È delicata e potente in ogni nota. Tanto. E si fa voler bene. Specie quando canta (come una fan) i pezzi del fratello. Mara è quella Sara che parla al nostro intimo, che racconta i nostri drammi e le nostre speranze. É un’amica che si insinua nelle nostre giornate e nei nostri momenti.
Si approccia al pubblico come se fossero tutti suoi amici, guardandoli in faccia uno per uno. E lo fa con un calore e una gratitudine immensa. Bella l’idea di coinvolgere i suoi fan in alcune canzoni, come quella di far indovinare il “prossimo pezzo”. Un ragazzo ci azzecca. É Altalene la canzone, e lui sale sul palco con lei. Una emozione unica che fa vedere Mara per quello che è: una ragazza che ha raggiunto il suo sogno, quello di vivere per la musica, e di condividerla. E lo fa capire leggendo una frase di un libro che l’ha toccata particolarmente:
“Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era, e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire” – cit. “Novecento” Baricco.
Momenti unici ed emozionanti quelli che si sono concentrati nella notte romana del 6 ottobre. In particolare, il momento in cui a sorpresa è salito sul palco Carl Brave. E via con Spigoli in live: assurdo e da brividi. Poi gli abbracci, i sorrisi. Avreste dovuto esserci per vederli. Raggianti come non mai. E ancora note, musica, balli e via a scatenarsi con l%p, brano di Thasup e Mara.
Durante la serata si susseguono pezzi iconici: da Blu Intenso a Tetris, Ciò che non dici, fino a Scusa per poi deliziarci alla fine con Perle.
Con l’emozione nella voce Mara promette di rivederci tutti, ovunque in Italia. Perché la musica ha questo potere, unire tante persone, le più diverse, le più disparate in un’unica passione. E lei, con la sua incredibile personalità e bravura, sa riuscirci perfettamente.










