Firenze trema, la penultima data del Caos tour è inarrestabile. Fabri Fibra fa segnare una scossa magnitudo 9.4 con epicentro Tuscany Hall
L’inconfondibile avanguardia, il talento, il genio e la passione: sono i quattro pilastri che sorreggono la carriera ormai più che ventennale del fenomeno Tarducci che, con solo il suo ultimo album ha registrato più di 50.000 vendite, classificandosi come disco d’oro dopo una sola settimana dalla sua uscita.
Nonostante il meritatissimo successo odierno che ricopre il suo nome, tutti noi conosciamo le fatiche che il rapper ha dovuto affrontare per bucare ed oltrepassare il muro della critica.
Questo forse, proprio a causa di una delle sue qualità migliori: l’avanguardia.
Spesso stento a credere come, dischi risalenti a più di vent’anni fa ormai, come Turbe Giovanili o Mr. Simpatia, riescano ad essere tremendamente attuali ed odierni, ieri ne ho avuta l’ennesima conferma
D’altro canto, una qualità del genere, una cifra stilistica così marcata e versatile, non si può ridurre ad una timeline.
La discografia di Fibra è un pezzo di storia, siamo tutti d’accordo (forse) nel dire che andrebbe conosciuta a memoria, dalla A alla Z.
Ma chi sono io per imporre un arbitrio?
Al contrario, mi sento invece nella posizione d’insignire una regola per cui, ognuno di noi, almeno una volta nella vita, dovrebbe trovarsi davanti al suo palco.
Il cuore che salta in mezzo alla folla, le gambe che tremano, l’ironia spaccata in due, la rabbia che diventa progresso e la lucidità del qui ed ora, ecco cosa racconta il suo tour.
Non si tratta di tracce in serie o di emozioni limitrofe ad immagini correlate, non è un culto dei pochi, è l’emozione di tutti.
Il live di Fibra non è un’esperienza: è l’esperienza
Ancora prima che il live iniziasse, dai parcheggi, si riuscivano a sentire le grida del pubblico, che fino all’ultimo pezzo, non ha mai perso un filo di voce. Dalle prime file, alle balconate: mai sentito un boato del genere.
Appena varcata la soglia del Tuscany Hall mi sono guardata attorno, pensavo che il pavimento si sarebbe squarciato sotto i miei piedi da un momento all’altro, sono convinta che presso l’INGV ne abbiano pure registrato l’epicentro.
Ero già dentro al live: senza musica, senza luci, solo un mare in tempesta di voci, un’alternanza di storie, di identità, di persone.
Mi sono strappata il cuore dal petto e l’ho gettato in mezzo alla folla, in mezzo a quel brulicare di emozioni di tutti i colori
Trovarsi al cospetto di un live del genere era ciò di cui più avevo necessità e non tanto per il nome che risuonava dai cori dalle balconate, ma quanto per l’incredibile pienezza che possono regalare i suoi versi.
Fabri Fibra è una scuola, sia dal punto di vista tecnico che personale.
La precisione del rapper è un fenomeno paranormale ma la sua prepotenza viscerale nel trasmettere emozioni è un cataclisma.
Dal peso della stilistica a quello dell’emozione: c’è un filo sottilissimo che divide l’impressione dall’impressivo. Fibra è il cavo perfetto che riesce a legare ed accendere queste due lampadine
La padronanza del palco e l’interazione con il pubblico sono due frangenti sul quale spesso mi trovo a scrivere dopo un live, ma la consapevolezza delle parole posso raccontarla solo adesso.
Al di là dei ritornelli tormentoni dei quali è riccala sua discografia e delle rime chiuse nel modo e nel punto giusto, Fibra c’insegna il peso della parola.
Non voglio prendere in causa pezzi cult come Stavo pensando a te o Panico, perché sarebbe comodo e forse anche poco esaustivo, voglio evidenziare invece l’identità autonoma e cospicua di tracce come Verso altri lidi, Luna piena o la già citata Dalla A alla z, che davvero riassumono il calibro dell’artista.
In rapporto a quanto detto fino ad ora, prendo in prestito un frame del concerto e cerco di stamparlo in bianco e nero per voi:
Questo è uno dei primi pezzi in assoluto che abbia scritto (in riferimento a Dalla A alla Z) ma che quando scrissi, produssi e pubblicai, non riuscii mai a cantare dal vivo.
Ai tempi non c’erano serate di rap italiano, quindi, voi non potete capire che emozione sia per me, venire qui, stasera, davanti a tutti voi e fare questo
Fabri Fibra sa cosa dire e come dirlo.
Penso non serva aggiungere altro, o forse si?
Mi prendo un piccolo spazio per ringraziare Fabrizio che, ancora una volta, mi ha insegnato la meraviglia delle parole.










