Scappiamo dalla Vita su Marte con i Marlene Kuntz

da | Set 12, 2022 | Recensioni singoli

E’ nella mezzanotte di venerdì 9 Settembre che esce Vita su Marte, il singolo che anticipa il nuovo album dei Marlene Kuntz targato Warner: Karma Clima, disponibile dal 30 Settembre su tutte le piattaforme digitali. Dal tono incalzante, tachicardico e caustico, il nuovo singolo dei Marlene Kuntz è la satira non troppo divertente di una […]

E’ nella mezzanotte di venerdì 9 Settembre che esce Vita su Marte, il singolo che anticipa il nuovo album dei Marlene Kuntz targato Warner: Karma Clima, disponibile dal 30 Settembre su tutte le piattaforme digitali.

Dal tono incalzante, tachicardico e caustico, il nuovo singolo dei Marlene Kuntz è la satira non troppo divertente di una realtà che ci sta sfuggendo di mano.

Ultimamente il rapporto fra arte e tutela dell’ambiente sembra diventare sempre più profondo, sono in molti infatti gli artisti che hanno diretto dei tour all’insegna della salvaguardia dell’ambiente e dell’ecoresponsabilità, basti pensare ad Elisa ed al suo Heros tour, oppure a Max Casacci con Earthphonia live.

I Marlene Kuntz tornano con Vita su Marte, un’opera ampia e profonda, un impegno artistico e sociale che unisce musica e difesa ambientale.

La lotta al cambiamento climatico è presente dall’ideazione della registrazione stessa dei brani nelle residenze, fino alle performance con concerti organizzati in luoghi e con modalità differenti da gli standard conosciuti.

Figlio mio, mi dispiace

e chissà se si poteva evitare

Il climax del brano si potrebbe ricondurre interamente a quest’ultima frase che, in pochissime parole, riesce a decifrare e sintetizzare i tratti quasi ironici sul quale si regge il testo.

Quello dei Marlene Kuntz è un invito ad aprire gli occhi alle criticità che ci circondano quotidianamente ed alle quali, purtroppo, non riusciamo a prestare la giusta attenzione, sarà perché la vista, in essere, è un senso che necessita il distacco per esistere oppure, molto più semplicemente, perché la nostra lista delle priorità è spostata su altri lidi?

Io credo più la seconda.

Il brano si culla in un gioco di contrasti dove, leggerezza e presa a carico, giocano due ruoli da protagonisti all’interno della stessa scena.

Sembra infatti esistere un dualismo per il quale, il fuoricampo sia in realtà il vero focus del singolo.

Quella Vita su Marte tanto decantata come soluzione limitrofa al disastro imminente si veste quindi di panni spogli e corrosi dalle maniacalità di un’anima altrettanto inquinata.

Il videoclip in questo caso, gioca un ruolo importantissimo infatti, Vita su Marte viene girato in Val d’Ayas, in particolare al lago blu, un territorio che mostra disperatamente le ferite dell’uomo all’ambiente.

Lo scenario è suggestivo, al limite del reale, una delle immagini più forti però, è proprio quella che viene descritta alla perfezione nella seconda parte del brano:

l’acqua si esaurisce e il ghiaccio si fa mare

o è il prato che fiorisce per farsi ammirare

E’ la legge del più forte, cinica e dispotica: la presenza di un fiume che si nutre dell’acqua del ghiacciaio per esistere e questo che sta tristemente andando a sciogliersi.

Quella dei Marlene non è soltanto una danza sulla fine del mondo, tra le rocce, in piena montagna, ma è il resoconto di una vita di vizi e superficialità che si trovano poi a dover fare i conti con il peso delle loro stesse azioni.

E’ la realizzazione concreta dello sgretolarsi, del consumarsi ma anche un’inno a quel che di bello ancora c’è da salvare.

La riflessione che Vita su Marte dovrebbe portarci a fare è quella dell’importanza che può avere ogni singolo gesto e che la responsabilizzazione dell’impegno soggettivo è una delle chiavi necessarie per evitare un tracollo di massa.

Quindi ricordate sempre di scappare lontano dalla ricercatezza in ossimoro della Vita su Marte, poiché l’indifferenza è il primo passo verso il non ritorno.

La Playlist di Cromosomi