Ognuno di noi ha una camera oscura dove elabora i propri pensieri, discussioni, esperienze, musica. Per alcuni è la doccia, per altri la palestra, per altri ancora sono solamente le cuffie ed un posto qualsiasi. La mia è la macchina. Quando ho un nuovo album da ascoltare il posto ed il momento in cui mi estraneo dalla realtà è quando guido.
Naturalmente scelgo un percorso già conosciuto, in modo che i gesti automatici mi permettano di viaggiare tranquillamente, mi concentro poi sulla musica e le parole che modellano il panorama che scorre, come un cortometraggio, sul parabrezza.Â
Ritorno al Futuro/Back to Future, il nuovo doppio album di Elisa uscito lo scorso 18 febbraio. L’ho concluso in due viaggi in macchina.
C’è chi usa le canzoni come metro di misura del tempo e chi mente. Un album molto vasto, 27 brani di cui 12 in italiano e 13 in inglese in cui hanno collaborato svariati artisti. Nomi che scrivono la storia attuale della musica italiana che non avrei immaginato coinvolti in una collaborazione così lontana dai loro soliti ambiti fino a poco fa.
Tracciamo confini, costruiamo muri quando ciò che ci mancano realmente sono i ponti. Elisa ha voluto condividere questo suo viaggio con molti compagni, partendo da Davide Petrella in arte TROPICO nella scrittura, duettando con Jovanotti, Roshelle, Giorgia ed Elodie, Rkomi, Shablo, Venerus, per poi collaborare con produttori come DRD, Michelangelo, Don Joe, Andrea Rigonat, Stevie Aiello, Sixpm, Marz & Zef.
Non vi nascondo che la prima cosa a cui ho pensato leggendo il titolo dell’album è stato l’omonimo film anni ’80 emblema di una cultura che credeva fortemente nel futuro e nella (fanta)scienza. Il collegamento effettivamente c’è: come quel film è stato baluardo di fiducia nel progresso per tanti giovani, così Elisa col suo nuovo album ha cercato di racchiudervi gli ideali che la spingono ad essere viva ed attiva.
L’amore e la cura verso l’ambiente, come ha affrontato questi due anni che ci hanno isolati e resi sempre più misantropi, la forte stima nei valori come l’empatia e la telepatica tra donne ripresi in Luglio con Giorgia, Roshelle ed Elodie, ma soprattutto la voglia di ritornare a fare musica e la voglia di vivere il pubblico.Â
È un Ritorno al presente, più che al futuro, quello che ci è stato strappato dagli eventi ed attraverso elementi semplici come la Seta, la Notte, le stagioni Elisa cerca di ricucire il collegamento con (madre) natura da cui tutti deriviamo.Â
Tempo Perso, prima traccia dell’album, racchiude l’anima fuori dalle righe di un’artista che è una sfaccettatura di milioni di cose. Ci invita a combattere contro la logica ansiogena odierna per riappropriarci del tempo. ‘’Il tempo è denaro’’ quante volte ce l’hanno detto. L’esperienza, la maturità , la creatività però lo richiedono e tutto questo affannarsi non permette, il più delle volte, di avere un’idea d’insieme.
Ci vuole coraggio, paura e coraggio
Sentirsi un po’ assoluti e un poco di passaggio
E come dice Lo Stato Sociale:
E adesso togliti la giacca,
e l’elastico per i capelli
e i dubbi
e le scuse
e il pensiero di fare tardi
perdiamo tempo
che se non perdi tempo
ti resta solo tempo perso.
Il discorso continua con Non me ne pento emblema dell’album dell’essere ribelli.Â
Ci sarebbero un milione di cose da dire di questo album innovativo e complesso, molto diverso dal punto di vista musicale rispetto agli album precedenti. Un Ritorno al Futuro, al Presente, ma anche al Passato, un’Elisa rinnovata ma sempre fedele ai suoi ideali che la rendono sempre quella vincitrice a soli 23 anni del festival di Sanremo, perché artisti come lei hanno una Luce che non tramonta mai.










