“Kanye West” è la geografia di Camilla Magli e Bresh

da | Lug 6, 2022 | Recensioni singoli

Dopo averci presentato il suo nuovo capitolo artistico e personale con l’energica ed esplosiva “Knock Out” feat. Bigmama, Camilla Magli torna con il nuovo singolo Kanye West, un’altra collaborazione d’eccezione con uno dei rapper rivelazione degli ultimi anni: Bresh Vorrei iniziare questa recensione con un preambolo: la musica è emozione, nasce dall’emozione e per emozionare. […]

Dopo averci presentato il suo nuovo capitolo artistico e personale con l’energica ed esplosiva “Knock Out” feat. Bigmama, Camilla Magli torna con il nuovo singolo Kanye West, un’altra collaborazione d’eccezione con uno dei rapper rivelazione degli ultimi anni: Bresh

Vorrei iniziare questa recensione con un preambolo: la musica è emozione, nasce dall’emozione e per emozionare. Privata di ciò, quel che ne risulta è soltanto un gomitolo d’assonanze e composizioni chimiche mal riuscite ma che comunque, in un certo qual modo, riescono a farti ondeggiare la testa.

Marco Missiroli scrisse una frase che rappresenta al meglio quel che stiamo per andare ad analizzare:

Il caos sotto di me era il nostro groviglio,

l’ordine una questione di vertigini

e di alloggi segreti

Kanye West è l’esempio perfetto della geografia emozionale che abbiamo bisogno di ritrovare all’interno delle canzoni

Nasce dal caos, da un groviglio d’emozioni tachicardico che pretende ascolto, che non si puo’ controllare. Già da questa prima analisi il brano apre una voragine che lo distanzia indiscutibilmente da tutto ciò che è casuale e non sincero.

Kanye West nasce dalle vertigini, quelle nauseabonde ma necessarie che comporta il doversi mettere a nudo attraverso la presa di coscienza. Per raggiungere l’ordine della vertigine è necessario un groviglio di caos e viceversa.

Arriviamo così alla resa. quella finale, che c’aiuta a scoperchiare i sentieri e le porte per raggiungere i propri alloggi segreti, quelli dove poter riposare ancora una volta sotto voce nei letti che avremmo dovuto abbandonare.

Il caos ci permette di conoscerli, la vertigine d’osservarli dalla giusta distanza ed infine arriva la libertà, quella del poter scegliere oltre la paura dello schianto.

Kanye West è un brano che, proprio come Camilla, non ha paura di essere se stesso

Infatti la Magli rispetta alla perfezione l’equazione che determina l’assetto della canzone, spacca il brano in più parti rendendole autonome e libere ed infine le cuce insieme regolando la stretta attraverso il miscelarsi delle correnti che animano i loro respiri.

Così come la mia recensione, Il brano inizia con una premessa velata, Camilla non ne vuole sapere del dopo, Camilla non teme la paura d’ascoltarsi ed infatti l’aggredisce, dal primo secondo, scagliando via quel muro che si sarebbe potuto riporre fra noi e le sue parole.

La Magli ci mette in condizione d’allerta, ma allo stesso tempo, ci rende liberi e più comodi nell’ascolto

Bresh invece, riesce a rendere il brano condivisibile, in questo preciso caso il rapper si muove all’interno del pezzo come una sorta di Virgilio, come un’impersonificazione della forza propulsiva della condivisione regalando ulteriore autenticità e potenza alle sfaccettature meticolosamente scolpite rimaste all’ombra, quelle che sarebbe stato poi un peccato perdersi.

Il brano racconta quei pensieri che una corsa folle in auto con il finestrino abbassato e la musica al massimo volume non sono riusciti a curare, quei sussurri all’orecchio che il vento non è riuscito a portar via con sé

Racconta l’eccezioni e non la regola, la voglia di comprendere ancora ma che non riesce comunque a condividere. L’irraggiungibilità perenne che collima i brodi di un alternanza fra giusto e sbagliato, fra desiderio e passione, tra istinto e ragione.

Guardarsi scorrere dal finestrino come frame di un paesaggio familiare che però non c’accarezza mai, che ci custodisce come fanno le conchiglie con il rumore del mare. Aversi senza prendersi, girarsi intorno come in un valzer ma senza la musica, pestarsi i piedi, chiedersi scusa per finire ancora a danzare, allo stesso modo, con gli stessi passi, ma in un’altra dimensione, senza mani da poter stringere.

Kanye West è una danza di emozioni, il classico fardello da portarsi dietro, è un brano che ha tutto ciò che una buona canzone dovrebbe contenere, quindi senza indugi alcuno, vi invito all’ascolto e vi auguro di trovare l’alloggio segreto dove poter custodire grovigli e vertigini.

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