Dovremmo tutti essere come “Il matto” di Eman

da | Recensioni singoli

È il 29 aprile, su tutte le piattaforme digitali esce Il Matto di Eman: un singolo che non ha bisogno di essere compreso per occupare il suo spazio, ma che ci aiuta a comprendere le infrastrutture che regolano il nostro Io.

A furia di correre contro la velocità ci scordiamo che in realtà il tempo è fin troppo breve per poterci non soffermare.

Penso queste parole quando ascolto, con delle cuffiette abbastanza discutibili, mi immergo nell’ascolto di Eman ed all’improvviso mi rendo conto che, il mondo attorno si perde nel caos, io non potrei essere in nessun altro luogo se non dentro questa a questa perdita storia.

Chi siamo quando non siamo felici?

Il Matto racconta la storia di un uomo che non ha scelto di vivere ma libertà che vive ogni momento e questa, così radicata e sfacciata, mette in crisi l’occhio e la mente di chi vi si affaccia fino a decretarla in giudizio.

Eman dipinge un uomo che ha scelto di spogliarsi dagli stereotipi che muovono le linee guida del mondo e proprio per questo la sua vita viene considerato sregolata ed al limite del giusto, ma all’interno di questa storia, almeno lui riesce ancora ad emozionarsi e lo ritrovi lì, a giocare con i colori del suo bambino interiore, sorridendo, mentre il mondo continua a mescolarsi fra le tinte del bianco e nero.

I costrutti di questa quotidianità plasticosa, figlia dell’usa e getta, pongono le basi ad una nuova forma di felicità, quella del time-laps, che cozza di gran lunga con quelle che sono le reali intenzioni che dovrebbero forgiare le palazzine di ognuno di noi .

Il Matto questo l’ha capito e per questo ha scelto d’essere coraggio, continuando a muoversi all’interno di un mondo catatonico.

“Il pensiero del Matto è lucido e tagliente “ormai sono le cose a possedere le persone” e la sua semplicità e schiettezza lo pongono distante dalla gente che gli passa accanto: quella stessa gente che lui vede rincorrere vita, schiacciata tra l’avere troppo e il non avere mai abbastanza”

Così si esprime Eman a proposito del brano.

La base che accompagna il singolo è fresca ed incalzante, quasi voler mettere in risalto tutte quelle che sono le parole vive all’interno del testo, che è un raro capolavoro cantautoriale.

Chiudo questa recensione con qualche consapevolezza in più, una di queste è che sicuramente siamo tutti un po’ matti, ma che in pochi sanno apprezzare la bellezza della follia, io devo ringraziare Eman per avermelo presentato ancora una volta.

E voi? Chi siete quando non siete felici?

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