Quattro chiacchiere con Eman

da | Mar 29, 2020 | Interviste

In un momento così delicato, in cui il tempo sembra non voglia passare, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con Eman, noto cantautore calabrese, orbitante ,ormai da tempo, in quel di Milano. 

In un momento così delicato, in cui il tempo sembra non voglia passare, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con Eman, noto cantautore calabrese, orbitante ,ormai da tempo, in quel di Milano.

Partiamo proprio dalla situazione che tutti noi stiamo vivendo in questi ultimi giorni. Nel tuo ultimo post hai scritto: “La musica ci unisce sempre, anche quando siamo lontani”. L’ultimissima canzone “L’amore ai tempi della quarantena” rappresenta dunque il tuo contributo per un momento tanto difficile?

La Musica ha un potere infinito: ci riporta indietro nel tempo, si rivivono emozioni, è uno strumento di riflessione ma anche di felicità: volevo strappare un sorriso in un momento complicato e difficile come questo; un messaggio di speranza che potesse lenire, anche simbolicamente, un po’ del dolore che stiamo vivendo. Nelle case degli altri ci sono anche io, come gli altri sono in casa mia: volevo rendermi “utile” per quanto possibile.

Spostiamoci ora sul tuo ultimo album. Ciò che ha colpito a primo impatto di “Eman” è che ti abbiamo ritrovato più “evoluto”. E’ così? E’ cambiato qualcosa negli ultimi anni oppure sei rimasto sempre lo stesso?

Non so se mi sono “evoluto”; sono sicuramente cambiato e la mia musica, di riflesso, con me. Sentivo di dover andare più a fondo, scavare e tirar fuori anche i pensieri meno digeribili, le paure più sottili… Ne è uscito un album, secondo me, bello e complicato: devi ascoltarlo per capire, non si coglie tutto con lo skip rapido. Mi sono spogliato e come Uomo  mi sono mostrato per quello che sono.

Sempre collegato all’album, scavando più a fondo, in “Silk” rimane impresso un passaggio decisamente significativo:

“Avrei voluto essere uguale a tutta questa gente
Avrei voluto esser più forte come dice lei
Avrei potuto fare affari e far finta di niente
E scegliere etiche mediocri come tutti voi”

Esso rappresenta una ferma critica alla società in cui viviamo oppure un grido di speranza per un cambiamento che ti appare necessario?

I brani danno vita ad un concept: è la storia di un singolo, che potremmo essere tutti. In Silk sottolineo le difficoltà di essere un numero, un protocollo, una scheda elettorale dentro una moltitudine di altri codici a barre come me… Ci si dimentica dell’ individuo, della solitudine, delle profondità dell’animo umano: si chiede cinismo, istinto di sopravvivenza, poca empatia. Ma accanto a noi, nella metro, in fila alla posta, seduto al tavolo della mensa c’è una Vita, con le sue grandezze assolute e le meschinità peggiori. C’è un Altro come noi.

Nelle tue canzoni hai citato anche più volte il destino che impone costantemente una scelta: “C’è una strada che va e una strada che resta”. Ebbene, come si rapporta Eman alle scelte?

So che ogni scelta è genitrice. Ogni mia scelta avrà  inevitabilmente delle conseguenze, dolorose o gioiose. Nel “Il Profeta” di Gibran c’è una parte che recita più o meno così: “La coppa che contiene il vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio? E il liuto che vi rasserena non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?” Il destino mi segue, non sono io che seguo lui… Sono io che do forma alla strada, facile o complicata che sia.

Ricollegandoci per un momento alla situazione attuale, quale sarà la prima cosa che farà Eman appena il periodo di quarantena si concluderà?

Cose semplici e ormai non più banali: vivermi le persone a cui voglio bene, compreso me stesso. Questo è un periodo particolare: ora bisogna guardarsi allo specchio e farsi le domande giuste, capire che ognuno vola alle proprie altezze e riscoprirci definitivamente come comunità di individui: ci ha curato l’altro, lo stesso che ha riempito gli scaffali dei supermercati, lo stesso che ha raccolto i pomodori mentre noi eravamo in casa…

Concludendo ti chiedo: hai progetti per il futuro? Magari qualche sorpresa nascosta in serbo per noi?

Rispondo sempre nello stesso modo: il mio progetto è essere sempre un uomo migliore di ieri. Quindi, per un finto sillogismo, Musica più bella. “Canterò le mie canzoni per la strada e affronterò la Vita a muso duro” avrebbe detto “qualcuno”.

 

 

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