Eman torna e lo fa con un album che porta il suo nome. Un album che emoziona per la quantità di vita presente e per alcuni temi trattati.
Undici i singoli tra cui Giuda, lanciato in preview, e Tutte le volte. Quest’ultimo si è distinto per il videoclip ispirato alla vicenda di Dj Fabo, per la regia di Mauro Lamanna, conterraneo di Eman con il quale condivide anche la giovane età e il talento.
In un contesto in cui non si comprende se coloro i quali scrivono ciò che cantano sono in troppi o troppo pochi, Eman va per la sua strada e compie il suo percorso. “Negli ultimi anni mi sono dedicato completamente alla musica senza preoccuparmi delle aspettative e senza mai guardarmi indietro” dichiara in un’intervista.
Ma questo album è davvero l’estratto più denso delle sue capacità cantautorali? A giudicare dal primo ascolto si direbbe proprio di si.
Dicono che ti chiami vita
Tu che mi tiri, che mi scuoti
Tu che balli sopra di me
E mi bruci come fuoco
canta in Danziamo dentro al fuoco.
Che si parli di una donna, di una figura qualsiasi o della vita nella sua essenza, a saperlo è solo la parte più intima dell’ascoltatore; perché questo è un album intimo, ma di un intima collettività .
Ho colto rose e no non si poteva
Ho capito che la spina è il prezzo della scelta
impossibile non rivedersi in versi, come questi del singolo Fiume, che possono apparire malinconici ma che in realtà celano una forza vitale. Sarà forse proprio questo il potenziale del giovane cantautore e non tarda a confermarlo anche Silk:
Avrei voluto essere uguale a tutta questa gente
Avrei voluto esser più forte come dice lei
Avrei potuto fare affari e far finta di niente
E scegliere etiche mediocri come tutti voi
A seguire Senza averti vista mai, che forse tocca l’apice dell’introspezione melodica tra tutti i singoli che compongono l’album. Milano, frizzante e avvincente, 3 a.m. e Ritorno a Casa (La ballata di Aldo il clochard).
A fare da caposaldo è sempre la voce grave di Eman mentre a fare da garante i testi, mai miseri, mai scontati, sempre intensi.
Nel corso degli undici brani, chiunque è destinato ad incontrare se stesso e, se proprio ciò non dovesse accadere, impossibile non riconoscere qualcosa che appartiene al mondo che lo circonda.










