“Walo” di Ghali è davvero una svolta?

da | Recensioni singoli

La mezzanotte di venerdì 8 aprile ha portato con sé una miriade di interessanti uscite. Tra queste non possiamo tralasciare Walo: un pezzo all’interno del quale riusciamo a scorgere un Ghali che, a detta sua, è pronto a cavalcare una nuova onda musicale.

Walo preannuncia l’uscita di un nuovo album, del quale tuttavia conosciamo ancora poco. Neppure il cantante infatti, proprio come ha dichiarato, è ancora riuscito a trovare un titolo da attribuire al suo nuovo prodotto.

Il nuovo album è finito e non ho ancora trovato il titolo.
Se chiudo gli occhi rivivo tutto il processo e l’idea che molto presto sarà vostro mi fa staccare i piedi da terra e volare.

Apprese le premesse gettate dal cantante e vista l’ondata di hype creata su tutti i social attorno a questa nuova uscita, non possiamo far altro che essere curiosi del contenuto di Walo. Sin dall’inizio l’inconfondibile stile di Ghali riecheggia nel sound, condito con una serie di espressioni ed intonazioni arabeggianti volte a farci entrare in una dimensione ultraterrena. Durante il mese del Ramadan il cantante tunisino non poteva, infatti, non mostrarci uno scorcio della bellezza della sua cultura. È così che dunque si mescolano le diverse vibrazioni etniche, accompagnate da un testo che, di contro, passa dalla descrizione di una vista sul Lago di Como sino a toccare l’altezza dei Palazzi del Duomo.

Vista sul Lago di Como

Vetri oscurati come il vino buono

Soffitti alti come case in Duomo

Man mano che le note si susseguono, però, ci ritroviamo di fronte ad una domanda: non era forse meglio il vecchio Ghali?

Sicuramente Walo è un pezzo che risentiremo in radio, proprio come Wallah. Tuttavia sebbene abbia ottime chance di raggiungere la cima delle classifiche, il suo contenuto non riesce a reggere il confronto con lo scorso album. Ghali ha dichiarato di volerci far divertire e riflettere allo stesso tempo, ed il motivo del suo nuovo stile dovrebbe derivare proprio dalla sua voglia di lasciare un segno.

Alla fine del brano, però, nulla ci è rimasto così impresso, se non la melodia ballabile che caratterizzava in fin dei conti anche gli altri pezzi dell’artista. Ci accorgiamo ben presto che il testo manca di quelle frasi in pieno stile Ghali, le quali erano solite metterci di buon umore quando cantavamo i suoi vecchi pezzi.

Walo risulta pertanto inconsistente, ripetitiva in alcune cose e lacunosa in altre. Speriamo di sbagliarci e di poterci ricredere sui brani futuri, ma per adesso Ghali ha cacciato fuori l’ennesima hit destinata ad essere presto eclissata.

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