“Respiro” di Carucci è il disco della consapevolezza

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Respiro è il primo album solista di Maurizio Carucci frontman degli Ex-Otago, disponibile dal primo aprile per Capitol Records Italy / Universal Music e anticipato da ben sei singoli: Fauno, Sto Bene, Silenzio, Paura, Origini e Metà Mattina.

Un album composto da 11 brani che arrivano urgenti prima di essere raccolti in Respiro. Quindi sincere, dirette. Un disco che non cerca consensi, ma che fa star bene.

Un viaggio emotivo dentro l’anima dell’artista dei «mari elettronici» e delle «montagne acustiche».

Cosa vuole dire un disco solista per Carucci e per gli Ex-Otago? Lo scioglimento del collettivo? Sì, no, può darsi.

La cosa certa è che un allontanamento temporaneo, anche da ciò che ci fa star bene, talvolta risulta necessario: equivale al bisogno di coltivarsi per poter tornare presenti e consapevoli più di prima.

Stare insieme in un progetto creativo, in una band, in una storia d’amore richiede di essere sul pezzo, di dare il massimo e a volte, per far bene questo, bisogna avere la consapevolezza di chi siamo mentre nessuno ci guarda, da soli con noi stessi. 

Ma niente allarmismi! Maurizio per il momento sentiva il bisogno di dirci qualcosa personalmente e l’ha fatto con Respiro.

Frutto degli ultimi due anni di sconvolgimento sociale, ma anche di rovine personali dell’artista, il disco di Carucci è stato concepito come cura e medicina per l’anima. Il ritiro in Appennino, dove Maurizio vive, era fondamentale alla sua rinascita. 11 brani che sono la trasposizione in musica di un periodo che ha fatto schifo. Del resto è questo che fa l’arte, no? Trasformare il dolore in bellezza, l’inquietudine in suono.

Respiro è l’accettazione a posteriori di quella cosa, anche la più brutta, che ha incontrato il nostro cammino.

Scritto e registrato a casa, immerso nella sua realtà agreste e bucolica. Un album home made sincero, fuori da ogni dinamica discografica, nessun feat, nessuna ricerca sonora impressionante. Carucci si mette alla prova curando il suo progetto a 360 gradi: dalle musiche, alle voci, ai testi alla grafica. E’ un disco per pochi? (Per fortuna!), ma che arriva a tutti. 

Scopriamolo track by track…

Metà mattina

Ultima release dell’11 marzo che anticipa l’album. Semplice e vulnerabile. Trasparente come una chiacchierata a metà mattina con qualcuno a cui vuoi bene. Durante il break a lavoro, mentre fumi una sigaretta intervallata allo studio o quando metti in pausa la tua vita e ti ascolti.  

Planisfero

Sound energico da ascoltare, stavolta,  appena svegli giusto per ricordarci dell’unica cosa che dobbiamo fare: vivere! Siamo minuscoli come formiche, siamo gocce in mezzo al mare. Siamo il filo d’erba di cui parla Zerocalcare. Che cosa ci costa, allora, provare a vivere?

Silenzio 

Terzo dei singoli lanciati prima di Respiro. Dedicato al potere del silenzio, che vuol dire un sacco di cose. Ci vuole molto impegno per rimanere in silenzio, specie per chi ha sempre qualcosa da dire. Però, a volte, può essere la chiave risolutiva a tutti i problemi perché vuol dire ascoltarsi.

Genova anni 90 e Ritorno al passato 

Li metto insieme perché tutt’è due i brani hanno come comune denominatore la nostalgia. Nel primo questa viene fuori anche dalla ricerca del suond. Genova è la dimensione metropolitana di Carucci. Probabilmente l’unica città di cui riesce ad avere nostalgia semplicemente perché Genova ha il mare (uno dei suoi due estremi insieme alla montagna). Ha anche i vicoli che ridimensionano il caos delle metropoli tipicamente nordiche. Il secondo, Origini, anch’esso parla di Genova: perché a Carucci piace definirsi composto da una buona percentuale di “cemento”, ma ama il mare e vive sui monti.

Ritorno al passato 

Il leader degli Ex-Otago con questo disco ha dimostrato di essere legato a certi temi quali l’importanza dei luoghi e delle origini. Un lavoro affine al disco è il bellissimo podcast Vado a trovare mio padre. Frutto di un viaggio in bicicletta dal nord Italia fino a Taranto, città natale del padre che non c’è più ma che Carucci ritrova negli odori, nei colori, nelle vie di una città che ha il mare, proprio come Genova.

Giorni Nostri e Uniti

Due brani estremamente dolci che celebrano la vita. Il presente. La resistenza di perseguire qualcosa. Di vivere qui e ora e di poterlo raccontare insieme, Uniti.

Fauno 

Singolo apripista della carriera solista di Carucci. Il Fauno è una figura mitologica romana, metà uomo e metà animale. E’ il manifesto del dualismo che caratterizza la personalità dell’artista e dello stile di vita che ha scelto di condurre, in mezzo alla natura e agli animali.

Sto bene e Paura 

Due brani che parlano di sentimenti che pare stiano agli antipodi e che, invece, coesistono energicamente. Star bene ed esser felici è appagante, ma quando qualcosa va particolarmente bene, spesso per paura, si rimane in attesa dell’inculata.

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