Fauno è il primo singolo di Maurizio Carucci, leader degli Ex-Otago, coprodotto con Ale Bavo. A due anni dall’ultimo progetto con gli otaghi, come lui stesso è solito chiamarli, il singolo da solista miscela suoni della terra e del cielo, boschi e palazzi, natura e civiltà, come il cinguettare degli uccelli o il fruscio del vento.
Una canzone che viene da lontano, da luoghi sconosciuti e selvaggi, così lontani ma perfettamente al centro, Fauno non a caso definisce la naturale essenza dell’omonimo dio della campagna, dei pascoli e dell’agricoltura, un po’ uomo un po’ animale, che aveva come passatempi cacciare e corteggiare le ninfe.
Amava suonare il flauto ed era portatore di istinti sessuali e non è forse Fauno la canzone perfetta per lasciarsi andare e mischiarsi la pelle?
Si tratta di una canzone vera e senza filtri, un testamento emotivo di quel Maurizio che ha seguito il richiamo della natura decidendo di prendersi una pausa dalle luci della ribalta per dedicarsi alla sua azienda agricola, Cascina Barban a Figino.
Ed è così che per Maurizio Carucci, l’unica soluzione possibile è forse quella di mettere un po’ di punti, facendo presagire la fine per gli Ex Otago almeno per un periodo.
Sempre più personaggi, esposti al grande mondo-mostro della musica, decidono di punto in bianco di “sparire” per dedicarsi ad attività più semplici, come la cura della terra, come in questo caso. Eppure per i fan non è mai una cosa facile da digerire.
Ma Maurizio non ci lascia l’amaro in bocca, Fauno è un’incombenza tutta urgente di comunicare col mondo, spinto da un vento, un oceano, una musica. La sua nuova musica.
“Sento affinità con il mondo animale. Sento di farne parte e lo rivendico con orgoglio. Sono vent’anni che abito in montagna, in Appennino, in mezzo a campi, orti, montagne, asini, galline e altri animali… Da sempre la mia narrazione è caratterizzata anche da questa mia scelta. Sto bene in città, adoro mangiare nelle trattorie e nei ristoranti, ho un bisogno imprescindibile di stare a contatto con l’arte, ma esiste in me un legame, una relazione profonda con l’universo naturale che coltivo da sempre e alla quale non posso né voglio sottrarmi. Sono uomo di odori, di luci, di buio, di silenzio. D’istinto. Oltre che di musiche elettroniche e acustiche”
ha raccontato Carucci.
Non resta che fonderci con l’atmosfera, trovare il nostro equilibrio naturale, accogliere il Fauno che arriva dai boschi e prendersi questa felicità, e molto di più.










