I rovere viaggiano dalla terra a marte: “corriamo in cerca di una rampa di lancio aspettando il countdown del decollo”

da | Feb 23, 2022 | Interviste

In occasione dell’uscita del loro secondo album, dalla terra a marte abbiamo fatto quattro chiacchiere con i rovere, la band “minuscola” ma dal sound cosmico Disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 18 Febbraio, dalla terra a marte è il viaggio regalatoci dai rovere.Riferimenti Bowiniani, l’amore visto in maniera più consapevole e matura, la libertà […]

In occasione dell’uscita del loro secondo album, dalla terra a marte abbiamo fatto quattro chiacchiere con i rovere, la band “minuscola” ma dal sound cosmico

Disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 18 Febbraio, dalla terra a marte è il viaggio regalatoci dai rovere.
Riferimenti Bowiniani, l’amore visto in maniera più consapevole e matura, la libertà cantata anche quando “la musica non suona più”, la voglia di ricominciare dopo esser precipitati: sono questi i temi trattati con e dalla band, la quale ha saputo racchiudere in un’unica fatica tutte le sensazioni e le situazioni vissute durante questo periodo storico.

dalla terra a marte è l’album di tutti, nessuno escluso.

Ciao ragazzi! Purtroppo, come da voi annunciato, il tour primaverile è stato riprogrammato a settembre. Come state vivendo l’attesa del ritorno sul palco?

Ciao ragazzi! Ben ritrovati! L’attesa dei concerti purtroppo è snervante, non vediamo l’ora. Riflettavamo durante un viaggio in treno sul fatto che nel 2019 eravamo saliti su un palco più di 50 volte, nel 2020 soltanto una e nel 2021 3 volte. Da questi numeri si può facilmente capire il nostro desiderio di tornare a saltare sul palco. Stiamo preparando uno spettacolo tutto nuovo con tanta nuova musica e tante novità.

Il 21 gennaio è uscito “crescere”, il singolo estratto dal vostro nuovo album “dalla terra a
marte” (rigorosamente in minuscolo), definito da voi stessi “un sussurro intimo” tra voi e i fans, con i quali non manca mai l’occasione di interagire, per come si può. Proprio a chi vi supporta avete chiesto cosa significhi per loro crescere. E per voi? Quanto e come vi ha fatto crescere questo periodo storico in cui stiamo vivendo?

È difficile rispondere a questa domanda, perchè è stato proprio il fulcro di questo nuovo disco: capire chi eravamo, che cosa stavamo diventando e chi volevamo essere. Forse ci vorrà tempo e spazio prima di fare conclusioni su cosa ci è rimasto da questo periodo storico. Sicuramente ci portiamo dietro tante consapevolezze su come molte cose che davamo per scontate non lo fossero per nulla. Anche da lì nasce il desiderio di condividere un brano come “la libertà”.

Ascoltando il disco ci si sente parte di un vero e proprio viaggio. Si parte con una suite “321…major tom” e “astronauta”. Riferimenti estremamente Bowiniani che – per rimanere in tema – ci fanno proprio volare!
Com’è nato il concept di questo album?

Esatto, il lavoro di Bowie è stata per alcuni di noi molto importante, perchè è stata parte della nostra cultura musicale e fonte di ispirazione per la nostra musica. Proprio per rispondere a questo desiderio generazionale di voler viaggiare in un periodo in cui era impossibile farlo, abbiamo deciso di partire con la musica immaginando un astronauta diretto verso Marte. Si vuole allontanare da tutto ciò che lo circonda, per capire meglio sè stesso e dare una prospettiva diversa ai suoi pensieri e alle sue preoccupazioni. Nel brano “precipitare”, a conclusione del suo viaggio, si accorge che siamo “piccoli e appesi a cose inutili, corriamo in cerca di una rampa di lancio aspettando il countdown del decollo”.

E come Saturno è circondato dagli anelli planetari, la vostra musica ha come fulcro l’amore, questa volta, a mio avviso, raccontato in maniera più matura rispetto ai precedenti brani.
Cos’è l’amore per i rovere? La pandemia ha cambiato il vostro modo di scrivere sull’amore?

È corretto, l’amore è sicuramente una parte importante dei nostri brani, probabilmente perchè è un aspetto delle nostre vite su cui riflettiamo e viviamo quotidianamente. Questo argomento non è da intendersi però nella maniera più ristretta, tra due persone che si amano. Può valere per un’amicizia o per una relazione familiare. Può valere per un luogo o per un ideale che non si vuole abbandonare. L’amore è l’aspetto più ampio e sfaccettato delle nostre vite e con le nostre canzoni proviamo a parlarne con le nostre parole, sperando che i nostri ascoltatori ci si rivedano. E poi, citando Brunori Sas, “di che altro vuoi parlare”?

La traccia che chiude l’album, precipitare, (collegata sempre perfettamente con l’intro) in
realtà più che un finale sembra preannunciare l’inizio di qualcosa, o meglio, la voglia di
ricominciare, di decollare. È cosi?

È assolutamente così. Arrivati alla fine di questo viaggio, come dicevamo prima, siamo tornati con nuove domande e nuovi dubbi più che con solide certezze. Non vediamo l’ora di ripartire per scoprire nuovi spazi musicali e perderci ancora di più per poi ritrovarci.

Raccontateci un aneddoto divertente legato alla stesura di “dalla terra a Marte”.

Aneddoti ce ne sono molti. Ci ricordiamo bene quando stiva nel brano “dalla terra a marte” si era fissato di voler registrare un hapi drum, uno strumento musicale che conosce solo lui, nella seconda strofa. Il problema era che lo strumento si presentava in pessime condizioni e completamente scordato. Un pomeriggio veramente fallimentare, da quel giorno quello strumento è bandito dallo studio di registrazione.

Tra le recenti collaborazioni spiccano i nomi di Mameli (fratello gemello separato alla nascita di Nels, così si vocifera) in freddo cane e Riccardo Zanotti in Bim Bum Bam
Con chi vorreste lavorare in futuro?

È interessante perchè tutti e 5 abbiamo gusti musicali molto diversi tra noi. Ascoltiamo artisti totalmente diversi tra loro ma convergiamo tutti su un artista (come noi bolognese) che troviamo eccezionale: Cesare Cremonini. A proposito di raccontare l’amore, lui ha molto da insegnarci. Sarebbe un vero onore. Non escludiamo però neanche Bruce Springsteen. Un ragazzo che si farà.

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