“La stagione del Cancro e del Leone” di Tommaso Paradiso si abbatte sul nostro inverno interiore

da | Recensioni singoli

Ci piace scandire il tempo, dare etichette alle cose, alle persone. Ci piace racchiudere in semplici parole attimi che segnano la nostra esistenza. Ci piace dare retta a chi fa il nostro stesso gioco, a chi ci mette la faccia e dice quello che pensa sempre, a chi resta se stesso, nonostante tutto. La stagione del Cancro e del Leone è esattamente tutto questo, un Tommaso Paradiso tornato ai tempi di Fuoricampo che incastona un buon testo in una cornice anni Ottanta che non guasta mai.

La Stagione del Cancro e del Leone mette al centro la malinconia e anticipia il nuovo album del cantautore che uscirà il 4 marzo 2022 con Space Cowboy, il primo lavoro da solista per Island Records.

Ebbene sì, La stagione del Cancro e del Leone sembrerebbe totalmente una canzone fuoriluogo in questo freddo 15 dicembre. Sembrerebbe, non sembra, non lo è, anzi.

Dimenticate per un attimo Michael Bublé, Una poltrona per due, la corsa ai regali che in molti non apprezzerete, i falsi sorrisi e le esclamazioni di sorpresa quando li scarterete. Proiettatevi altrove, almeno di sei/sette mesi in avanti. Lasciate la neve fuori dai vostri balconi, sulle vette di quelle montagne altissime che circondano le nostre città, quelle che vediamo da lontano.

Racconta Tommaso Paradiso:

La malinconia. Questo stato emotivo ancora non del tutto chiaro, che sopravvive a un passo dalla tristezza ma che appunto tristezza non è. Non è tragedia e non è neanche infelicità, perché la malinconia scuote, turba ma non abbatte. È piuttosto la luce opaca e lontana dalla fiamma di una candela in mezzo al buio della notte. 

Ogni volta che sono in montagna guardo le cime innevate e in fondo penso solamente che al di là di quelle vette ci sia il mare. Entro nei rifugi che sono sudato dopo aver sciato, mi cambio la maglietta, mi calo del vin caldo, chiudo gli occhi e immagino le partenze e gli arrivi ad agosto nel porto di Olbia. Mi dico che questo freddo non sarà per sempre. Ecco per me la montagna è un bel viatico per accedere alla malinconia. E questa canzone non è stata scritta per l’estate ma per l’estate che abbiamo dentro anche d’inverno. È una voglia irresistibile, un accenno di manica corta. 

L’ho sempre pensata una canzone così ed eccola qua. 

Proprio come qualcuno canterà: “la neve è bella vista da lontano”.

Bisogna prendersi del tempo, avere tempo. Tommaso Paradiso lo sa bene, infatti ha posticipato l’uscita del suo Space Cowboy da gennaio al 4 marzo 2022. Necessario visti i tempi, dove fuori imperversa la bufera che ci scuote anima e corpo da quasi due anni.

Era necessario un brano capace di trasportarci alla stagione estiva, alle sue onde che si abbattono sulla spiaggia, ai capelli mossi per via della salsedine e ai bicchieri pieni solo di ghiaccio che sudano momenti di spensieratezza? Sì, era necessario.

Ma che bella gente in giro
in motorino, a piedi, tutti
sembra quasi sia arrivata
la dolcezza sulle onde
e non posso stare male
quando gli amici stanno bene
e quando tutti vanno al mare
con le facce rilassate
non puoi stare a commentare
quando fuori splende il sole
non hai visto quanti uccelli, quante spose e quanti fiori

Speriamo che La stagione del Cancro e del Leone possa essere davvero il preludio alla spensieratezza della nostra prossima estate, quella esteriore, quella che a cavallo tra la prima e la seconda metà dell’anno.

Intanto siamo tutti qui, con un London Mule in mano davanti al camino, occhi socchiusi con le fiamme che sostituiscono il sole, il divano prende il posto della sdraio. Nell’aria non c’è Jingle Bells, Santa Claus Is Coming To Town diventa Santa Claus Is Coming To Beach.

Non è poi così male essere capaci di trasportarsi altrove. Al mare a dicembre, nello spazio a marzo, grazie Tommaso Paradiso, ti faremo pervenire le richieste di rimborso per i nostri viaggi mentali.

La stagione del Cancro e del Leone è realtà, buon ascolto!

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