É già domani per i Fast Animals and Slow Kids

da | Recensioni album

Non è un brutto giorno il 17 settembre, nonostante sia venerdì. Tornano i Fast Animals and Slow Kids, ed É già domani anche se siamo “soltanto” a oggi.

Chi si aspettava di trovarsi di fronte a un album dalla schitarrate in stile Alaska resterà deluso (forse). É già domani è l’album che colloca definitivamente i Fast Animals and Slow Kids nel sfera pop della musica italiana (non che sia un difetto, attenzione).

La piega presa da Animali Notturni doveva lasciarci intuire qualcosa, ma non dobbiamo essere delusi. Siamo dinanzi all’album che sancisce la maturità raggiunta dei fregis, quella maturità che permette di essere già a domani, senza avere eccessiva paura di qualcosa che non siamo in grado di leggere.

Siamo tutti diventati più grandi, più consapevoli, a vent’anni pensavamo fosse alternativo fare il punk, ma oggi abbiamo trent’anni e vorremmo soltanto dire quello che ci va.

É già domani ha suoni più morbidi rispetto al passato, ricercati, che sanciscono una sorta di Linea Maginot con il percorso artistico dei perugini, ma al tempo stesso assumono le sembianze di qualcosa di nuovo.

Evoluzione sì, ma a che prezzo?

Saranno capaci di non perdere la vecchia fan base che riconosce sempre meno i fregis nei loro pezzi?

Forse la domanda giusta da farsi è un’altra: “perché rimanere ancorati al passato invece di amare entrambi gli aspetti della band di Perugia?”.

Saremo capaci di urlare Annabelle e Coperta insieme a Stupida canzone e Senza deluderti?

Non ci resta che aspettare il prossimo tour, magari non più da seduti, magari come un tempo, accalcati, sudati e molesti.

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