Non vedo l’ora di abbracciarti (vi) anche io, Eugenio in Via Di Gioia

da | Recensioni singoli

Non vedo l’ora di abbracciarti, uscito il 9 Aprile, è il nuovo singolo degli Eugenio in Via Di Gioia che ci culla come una “ninna nanna” in questi giorni di zone rosse.

“Non vedo l’ora di abbracciarti ancora, fino a farti mancare il respiro” cantavano il Teatro degli Orrori nel lontano 2012. Mai una canzone è sembrata così attuale per me che – come molti di voi – risento di questa situazione giorno per giorno, in attesa che qualcosa, seppur impercettibile, cambi e lasci spazio alle effusioni e alle carezze di cui tutti abbiamo bisogno.
A distanza di tempo, in piena – e fa quasi ridere dirlo dopo più di un anno di stallo – pandemia, gli Eugenio in Via Di Gioia, ci regalano Non vedo l’ora di abbracciarti, una canzone capace di sprigionare quei feels, ma riadattata al periodo storico, il che fa ancora più male. E’ lo stato d’animo di chi ci è dentro, di chi non ce la fa più, di chi vorrebbe circondarsi di amore, ma è (non si sente) chiuso in gabbia.

Non vedo l’ora di abbracciarti è una canzone nata di getto, ma con un fine ben preciso

Lo stesso Eugenio Cesaro, ammette di aver impiegato davvero molto poco tempo nella stesura di Non vedo l’ora di abbracciarti, composta insieme a Vittorio Cosma.

Non vedo l’ora di abbracciarti, lo giuro
Come Berlino, buttare giù il muro
Abbracciarti forte senza freno
Come nei film, di fianco ad un treno

Proprio come accadeva in Germania durante la Guerra Fredda con l’innalzamento del muro di Berlino, “grazie” al quale non era possibile circolare liberamente da Est a Ovest costringendo numerose famiglie a star lontane, pure noi, nel 2021, seppur in maniera diversa – anche se, lasciatemelo dire, sembra a tutti gli effetti una guerra – ci sentiamo privati della nostra libertà, ed attendiamo che questo “muro” venga buttato giù (magari cerchiamo di non far durare anche questo ventotto anni, capite a me!).

Perché abbracciarsi è come andare a dormire
Prender fiato prima di ripartire
Chiudere gli occhi come sotto la doccia
Che l’acqua calda sono le braccia

Non c’è soluzione migliore di un abbraccio per sentirci meno soli ed è triste pensare che ora come ora si possa solamente immaginare il calore della pelle di chi amiamo, chiudendo gli occhi, sotto una pioggia di acqua calda che ricopre il nostro corpo, chiusi in 70 x 90 cm di doccia.
Questo periodo storico ci ha privato di una delle medicine naturali per contrastare ansia e solitudine. Le ha incrementate, facendole insediare nelle nostre vite come un vero gentleman apre la portiera della macchina, invitando a seder comodi.
Gli Eugenio in Via Di Gioia credono al ritorno degli abbracci, dei live, dei concerti in cui il sudore si mischia con quello di perfetti sconosciuti, tra pogo e lacrime, tra pacche di conforto e strette di mano infinite.

In attesa di abbracciarci nuovamente.

Il calore di un abbraccio è come un coro ad un concerto. Gesti semplici ma, in questo periodo, così distanti dalle nostre azioni quotidiane. Abbiamo tradotto questo bisogno in un testo e lo abbiamo cantato piano piano nelle nostre camerette. Poi abbiamo deciso di registrarlo e farlo sentire a tutti voi nell’attesa di abbracciarci di nuovo. Ci mancate.

Sono queste le parole che gli Eugenio in Via Di Gioia condividono con il loro pubblico presentando Non vedo l’ora di abbracciarti, per poi confermare quattro date a fine 2021, sottolineando che “Non ci saranno altri tour degli Eugenio in Via Di Gioia fino a che non sarà possibile riabbracciarsi”.

Ci saranno e arriveranno presto tempi migliori, tempi in cui abbracciarsi non sarà un “reato”, che l’unica multa di cui avremo paura sarà quella del “oddio, ma dove ho lasciato la macchina?”, senza avere il timore di sfiorare qualcuno recando danni a terzi a noi vicini.
Saremo liberi di amarci “dalle radici dell’anima”.

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