Atto I – Memoria del futuro è il nuovo EP di Joan Thiele. Un doppio singolo dalle atmosfere suggestive, capace di trasportarci nelle sale del suo Tempo.
La cantautrice di origini italiane e svizzero-colombiane ci accompagna, attraverso due inediti, a staccare il biglietto del suo progetto musicale che si avvale della collaborazione di artisti e produttori come Mace e Venerus (nella canzone Cinema) e Ceri (in Futuro wow), lasciandoci entrare nelle stanze della sua vita e raccontandoci i rintocchi del Tempo, come se fossimo davanti ad uno spettacolo teatrale o incollati allo schermo di un cinema.
Nei giorni precedenti, Thiele ha voluto anticipare l’uscita dell’EP mediante un comunicato stampa che ci conduce già sulla porta d’ingresso del suo viaggio.
“Ho capito che il tempo non mi è nemico, è memoria del mio futuro. È ricordare i possibili futuri che ho progettato e cercare, nel presente, di realizzare scenari migliori. Il tempo mi ha segnata, come graffi che mi porto dietro. Ma le cicatrici che mi ha lasciato non limitano affatto i miei occhi. Anzi, mi permettono di guardare con più consapevolezza a quello che verrà, di immaginare miliardi di cose, di essere leggera e di ballare in un cinema vuoto. Molte cose le ho desiderate, e sono successe, altre rimangono nel sogno, altre saranno diverse, ma è questo il bello. Comunque eccoci, finalmente ricomincia il viaggio. Qui ci sono i miei primi due pezzi, Cinema e Futuro wow. Nati da un sogno lucido, quasi reale”.
Cinema è una canzone che ci catapulta in un paesaggio quasi surreale.
In un’atmosfera noir che si allarga di fronte ai nostri occhi tra la realtà e il sogno, tra il desiderio e il dubbio di un amore. Riusciamo a scorgere delle immagini, durante il suo ascolto. Sagome e ombre che, subito dopo, vengono rese confuse o cancellate da nuvole di fumo soffiate fuori da labbra rosse e sensuali di donna. “Ti voglio, ma ho bisogno di star sola”. “Ti allontano, ma cercami”. Sembrano queste le parole sussurrate da quella bocca, indecisa sul restare o scappare via verso un altro tempo.
Scriverò di te ancora mille volte ancora finché non mi troverai in una poesia.
Cercami nelle parole che ti fanno stare bene e tu mi troverai lì.
Sono io che non ho, sono io che non ho più tempo per te.
Futuro wow, invece, è un pezzo dagli scenari molto più urban.
Una canzone ritmata che ci porta a fare due salti tra le mura di un club. Cocktail che si svuotano in fretta e ghiaccio che si scioglie nel calore di due mani. Sguardi che vagano nella profondità di altri occhi e corpi che si muovono e si toccano perdendosi nelle luci e nelle scie delle sigarette. Inviti e rifiuti, baci appassionati e spalle voltate, in cerca del sorriso giusto che illumini una notte o, forse, anche di più.
Ti ho cercato nel futuro, baby, te lo giuro.
Ti ho trovato nudo e c’eri te.
Occhi grandi come un lupo, ombre contro il muro.
Sai che solo tu mi fai sentire wow…
Un viaggio fantastico eppure così tangibile, quello che ci regala Joan Thiele.
Un EP, Atto I – Memoria del futuro, da ascoltare con un occhio aperto sul passato ed uno proiettato al domani, mentre le gambe ticchettano sul pavimento incerto del presente, come spettatori-protagonisti della nostra storia che si gustano lo spettacolo, lasciando a terra solchi che sanno di vita.
Mettetevi comodi, ma senza esagerare.










