Cromosomi Indie Awards: la migliore opera prima è…

da | Gen 9, 2021 | News

Quinto appuntamento dei Cromosomi Indie Awards. La categoria di oggi è quella che forse più ci ha appassionato: le opere prime. Cromosomi è da sempre attenta al mercato musicale, alle nuove uscite, ai nuovi talenti e, a volte, anche alle meteore che ci sfiorano con qualche hit per poi dispendersi negli hard disk esterni. Nove […]

Quinto appuntamento dei Cromosomi Indie Awards. La categoria di oggi è quella che forse più ci ha appassionato: le opere prime. Cromosomi è da sempre attenta al mercato musicale, alle nuove uscite, ai nuovi talenti e, a volte, anche alle meteore che ci sfiorano con qualche hit per poi dispendersi negli hard disk esterni.

Nove posizioni, nove opere prime che ci porteranno a scoprire quella che, secondo la redazione di Cromosomi, sia la vincitrice dei Cromosomi Indie Awards.

9. Astronave di Matteo Alieno

Un lavoro completo che ci accompagna esattamente dove l’autore volve condurci. Un viaggio emotivo con solo il biglietto d’andata, il ritorno sarà affar nostro, dopo aver capito dove ci avrà portato. Segnaliamo tre ascolti: Niente, La paura e La luce dentro di te.

8. Penisola di Bartolini

L’io al centro, la concezione che in un anno come il 2020 essere isola e non Penisola non fosse la condizione consigliata. Quella che più ci ha colpiti è stata la maturità di Bartolini. Millenials sì, digitali sì, ma con testa. L’isolamento non aiuta, i rapporti umanisì. Ecco, Bartolini si apre così. Segnaliamo tre ascolti: Sanguisuga, Penisola, Astronave.

7. Fadi di Fadi

Una coccola. Per Cromosomi ogni brano dell’album di Fadi è stata una coccola, una carezza da fare a chi vediamo giù di tono. Suoni e colori che dall’Africa giungono fino in Emilia Romagna.

Questo album parla di lui e di noi, quando siamo persi tra le strade di una nuova città e chiediamo alla nostra mente di fare uno sforzo e ricordare tutto ciò che ci ha portato a sorridere.

Questo fu il nostro pensiero quando ascoltammo l’album per la prima volta. Segnaliamo tre ascolti: Fluido(Vola Bel!), Rimini e Due noi.

6. Piccoli boati di Tananai

Un paradosso che abbiamo apprezzato. Piccoli boati è un posto dove le strategie e gli schemi stanno a zero. C’è solo la musica. Non abbiamo percepito la necessità di piacere, bensì quella di trasmetterci qualcosa. E’ un lavoro che non mette tutti d’accordo, anche questo ci piace. Ha creato dibattito, ha animato le nostre conversazioni Whatsapp. Segnaliamo tre ascolti: Bidet, Giugno e Seno sinistro.

5. Millenium Bug degli Psicologi

Millennium Bug è alternanza. Un susseguirsi di toni, voci, temi, emozioni che ti trasportano per tutto l’ascolto. I ritornelli entrano in testa e non escono più, li canti per ore senza accorgertene, le basi variano ricollegandosi sia al rap così come alla trap senza stonare. Il susseguirsi delle canzoni non è scomodo, non ti fa storcere il naso ma è perfettamente bilanciato, ti ritrovi in equilibrio tra la voglia di cantare a squarciagola e quella di rilassarti facendoti trasportare dalla voce.

Questo fu il nostro pensiero quando ascoltammo l’album per la prima volta. Segnaliamo tre ascolti: Funerale, Vorrei e Generazione.

4. E tu invece come stai? di Spumante

Fresco come il gin tonic che beviamo e ci protegge quando pensiamo a qualcuno distante anni luce da noi. Spumante si conferma artista da seguire, interessante il filo rosso che collega le tracce del suo album

E tu invece come stai? è un album che descrive bene la situazione attuale, fatta di mancanze, di insonnia, di sbronze in solitaria, di notte, mentre gli altri dormono e se ne fregano di noi.

Segnaliamo tre ascolti: Gin Tonic, La Notte e Rumore rosa.

3. Merce funebre di Tutti Fenomeni

Senza dubbio tra le cose più fighe ascoltante nell’ormai passato 2020. Non un album da primo ascolto, è necessario ascoltarlo più volte prima di capire tutto il mondo toccato da Tutti Fenomeni. Può sembrare bizzarro, forse lo è, ma c’è del genio, non è solo la mano di Niccolò Contessa che ha prodotto. Segnaliamo tre ascolti: Reykjavik, Metabolismo e Valori aggiunti.

2. Nessun album in particolare di N.A.I.P

In molti ringrazieranno X Factor per aver portato alla ribalta N.A.I.P.

Noi di Cromosomi lo conoscevamo da tempo, lo avevamo ammirato nei festival estivi, quelli dove andavamo a ballare male e sudare tanto, oppure nei club, nei tour invernali, accompagnati dalle birre rosse e dalle sigarette sotto la pioggia.

Quest’album è qualcosa che difficilmente vede un suo simile nel panorama contemporaneo. Non annoia, spicca la poliedricità di N.A.I.P.

Segnaliamo tre ascolti: Partecipo, Bravi nel breve e Un rapporto senza alcun senso.

1. Spazio di Ariete

Spazio è un insieme di cose: è interiorità, è voglia di esprimersi, è musicalità. Ogni canzone, pur non discostandosi dal tema principale, assume caratteri singolari, unici. Spazio è anche tuttavia uno sperimentare ed è proprio da questa voglia di confronto che nasce il primo featuring di Ariete con Drast degli Psicologi con il titolo di Riposa in pace.

Questo dicevamo appena ascoltata quella che per la redazione di Cromosomi è la vincitrice della categoria Miglior Opera Prima del 2020 dei Cromosomi Indie Awards.

In Spazio troviamo tutto quello che circonda i millenials: le paure, gli amori sbagliati, le foto da bruciare giù al parco, pianti e sigarette. Nulla di male, so’ ragazzi. E’ giusto che facciano esperienza. Ariete ha il vento in poppa, Spazio è un lavoro che merita. Ora tocca a lei incanalare questo vento nel modo giusto.

Prossimo e ultimo appuntamento: Miglior Hype del 2020 per i Cromosomi Indie Awards lunedì 11 gennaio,

Stay tuned!

 

 

 

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