La Canzone Nostra è fuori: Salmo, Mace e Blanco come Jumanji!

da | Recensioni singoli

Un Album fotografico dallo stile immersivo sfogliato sotto al diluvio:  La Canzone Nostra, fra intimità ed elettronica.

La Canzone Nostra spacca la mezzanotte dell’ 8 Gennaio ed io, seduta sul mio letto a snodare le cuffiette, mi preparavo ad un ascolto che fosse più accurato dalle solite casse del Pc. Non sapevo che, una volta premuto il tasto play, mi sarei ritrovata letteralmente risucchiata alla Jumanji, in un Ambient malinconico, nostalgico ed introspettivo.

Una giungla di emozioni.

È da ieri che sto in piedi col mio whisky
e non mi vedi tra i problemi che ti crei

Sono le strofe di Blanco a “dare vita” al secondo estratto, che anticipa l’uscita di “OBE” il primo producealbum del beatmaker e produttore discografico Mace.

Infatti Mace, in una storia Instagram, ci aveva preannunciato che la nascita di questo singolo è stata del tutto “singolare”.  Pare che il brano fosse nato come un Ambient strumentale (senza drums) e che si sia trasformato poi in La Canzone Nostra, soltanto nel momento in cui, palesatosi in studio Blanco, Mace abbia deciso di registrarci sopra la sua voce. Sempre tramite la stessa storia Mace esordisce con:

“Una volta pronta la Demo, l’ho fatta ascoltare a Salmo, ed è nata la strofa killer”.

Salmo torna a colpire con la sua penna affilata e tagliente, i suoi non sono incastri ma architetture.

E che dire? Ne avevamo bisogno.

La Canzone Nostra è azzeccata dall’inizio alla fine, già il titolo è una promessa. Salmo attraverso i suoi versi ci trasporta in una di quelle sere in cui sei talmente fuori che alla fine ti ritrovi dentro.

Da quando non ti sento dormo fuori con il frеddo
l’amore è come un atto violento                                                                                                                                             

se vivo perché brucia dentro

Insomma una di quelle sere in cui te ne stai li, con una bottiglia in mano a camminare per le strade deserte del centro, imbevuto in un sorriso sornione, a guardare il tempo che passa cercando di acchiapparlo, ma continuando a scivolare sugli stessi passi falsi che alla fine, in qualche indefinibile modo, ti portano sempre fuori dai guai.

Sto contando mille passi sperando che la pioggia non passi mai

ho solo un cuore per gli attacchi, tu ci cammini sopra con i tacchi

[…]

vedi che il filo si spezza, diventa una gara ma in stato di ebrezza

meglio restare coi piedi per terra, noi restiamo all’altezza

La Canzone Nostra, a mio avviso, oltre ad essere un brano dal tratto impressivo si distingue per la freschezza melodica che l’accompagna, sarà per tutta la pioggia che c’hanno fatto prendere?

Non c’è dato sapere.

Ad ogni modo, ringrazio Salmo, Mace e Blanco per avermi fatta ballare a piedi scalzi dentro la mia malinconia con un diluvio universale in testa, una bottiglia di Whiskey in una mano ed un mozzicone annacquato nell’altra.

Piccola curiosità: nel brano troviamo anche il mesto zampino di Venerus nelle chitarre e nel synth  finale.

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