In giorni in cui siamo barricati in casa ed obbligati a fare i conti con noi stessi, è fondamentale trovare uno spiraglio di luce, una via d’uscita. È per questo che Francesca Michielin ci regala una grande boccata d’aria fresca con Feat (Stato di Natura), il suo nuovo album.
Un solo progetto, 14 artisti. In Feat, Francesca Michielin è riuscita ad incanalare tutta se stessa, ci ha mostrato tutti i suoi pezzi, incastonandone uno in ogni canzone diversa. L’album era già stato anticipato da Cheyenne, prodotta insieme a Charlie Charles; tutti l’abbiamo ascoltata ed amata, non sapevamo che fosse soltanto una piccola parte di ciò che sarebbe arrivato dopo.
Sin dal primo secondo come un fiore, la cantante, decide di sbocciare: non ha paura di mostrare i suoi petali marci, il suo dolore. Ogni genere in cui si imbatte mette in luce una foglia diversa e la innesta in un nuovo fascio di emozioni. È un percorso di sola andata, e noi, incuriositi, non vogliamo far altro che goderci tutti i passi.
Ogni canzone è permeata dal distacco dalle convenzionalità, dalla voglia di evadere da una dimensione fin troppo digitale sino a raggiungere, appunto, uno Stato di Natura. Presa da questa foga, la cantante addirittura ci dice:
Amerò un albero,
faremo figli di fiori
E raccoglierò i frutti dei nostri giorni migliori.
Ruotano nomi importanti all’interno del progetto, quali quello di Elisa, Fabri Fibra, Dardust, Shiva e molti altri. È incredibile vedere come una cantante possa adattarsi ad artisti così particolarmente diversi tra loro: la Michielin è eclettica, plastica e mai piatta. Non stona mai con il contesto, non esagera mai né dà mai troppo poco. In ogni brano è possibile evincere questa tendenza a raggiungere la naturalezza, al riconoscerci in un contesto che ce lo permetta veramente. Che non c’è nulla di più attuale è ovvio per tutti noi.
La pioggia lava via le nostre maschere, proprio come lo stare soli con noi stessi. E non c’è nulla di meglio di amarci ed amare così, nudi e scoperti.
Io sono qui sola in piedi, tutta acqua e sapone
A chiederti come in un film di amarmi quando piove,
ma anche quando c’è il sole.
Siamo nati liberi, non lasciamo che la città ci intrappoli.










