“La fine della guerra” di Fulminacci

da | Recensioni singoli

Nella lentezza di questi giorni strani Fulminacci ci regala La fine della guerra e noi non possiamo far altro che dire grazie.

“La fine della guerra fremeva per uscire fuori, aveva bisogno di nascere e il fatto che esista mi fa sentire bene. L’ho scritta, registrata e pubblicata nel giro di poche ore e nel bene e nel male si sente “.

È con questa didascalia che, attraverso un post sul suo profilo Instagram, Fulminacci ci comunica l’uscita della sua ultima “fatica” musicale, La fine della guerra, pubblicata esclusivamente sul canale YouTube di Maciste Dischi.

Sono giorni strani quelli che stiamo vivendo. Le mattine hanno perso la frenesia delle corse stile Usain Bolt per non perdere il tram, ora hanno il sapore del famosissimo smart working. I pomeriggi sono lenti… più del solito. La sera è diventata la benzina gettata senza sosta sul fuoco della paura.

Siamo tutti alla spasmodica ricerca di qualcosa con cui occupare il tempo e allora ci torna in mente quel diario abbandonato troppi anni fa e con troppe pagine bianche o il romanzo del secolo che non abbiamo mai tirato giù dalla libreria.

Ma poi arriva Fulminacci che, in questi giorni di reclusione forzata, ha scritto e registrato una canzone che porta indelebile il suo marchio di fabbrica (per la cronaca io in questi giorni sono riuscita solo ad ingrassare).

Il giovane cantautore romano riesce sempre a colpirmi per la sua onestà e per la semplicità della sua musica, che però non risulta mai banale. E anche questa volta non si smentisce.

La fine della guerra è la classica canzone di Fulminacci, lo senti già dalle prime note. Un testo semplice ma pieno di significato, immediato e sincero.

La scelta di registrarla e regalarla ai suoi fan, in un periodo storico così difficile, dimostra tutta la generosità di questo artista e la grande passione che muove le sue dita sulla chitarra e la sua penna sul foglio.

Il suono di un telefono in ricarica che si sente nella demo regala a questo pezzo un che di “casalingo” e ti trasporta nel bel mezzo della nascita del brano. Sei lì, in camera con Fulminacci a fare musica. E, in un periodo come questo, dove una delle paure più grandi è sentirsi soli, magari perché si vive lontani da casa e dalla propria famiglia, cosa c’è di meglio che essere in compagnia di un grande artista?

 

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